Punto nascita, in vista marcia delle mamme

ATRI. Pronta una marcia per difendere il punto nascita all’ospedale di Atri. Saranno proprio loro, le mamme che hanno partorito negli ultimi mesi a protestare sulle ultime decisioni regionali che...
ATRI. Pronta una marcia per difendere il punto nascita all’ospedale di Atri. Saranno proprio loro, le mamme che hanno partorito negli ultimi mesi a protestare sulle ultime decisioni regionali che hanno decretato la chiusura del reparto. Il comitato “Il San Liberatore non si tocca” che aveva raccolto oltre 15mila firma sulla questione, torna alla carica e avverte: «Se tutto verrà ufficializzato dalla Regione organizzeremo una prima marcia pacifica dal centro storico della città fino all’ospedale con le mamme ed i propri nascituri in braccio».
A cavalcare la protesta è anche il circolo del Pd di Atri coordinato da Gianni De Galitiis che scrive: «Le notizie sulle decisioni raggiunte dal Cpnr (Comitato per il percorso nascita regionale) ci lasciano sbigottiti ed indignati. Sul tavolo ci sono le necessità dei bambini e delle partorienti del territorio di ricevere un servizio sanitario efficiente. È per questo che ci sentiamo ancora una volta di prendere posizione apertamente contro esponenti ben più importanti di noi nella gerarchia del Pd abruzzese: perché, da cittadini del territorio, siamo tragicamente certi che il sistema sanitario regionale non può reggersi sui soli otto punti nascita». La nota prosegue: «La chiusura del punto nascita di Atri rischia di dare all’ospedale un colpo mortale, da cui potrebbe non riprendersi. Ma, questa è un’eventualità alla quale non vogliamo neanche pensare. I dati di inizio dicembre, dicono che quest’anno il punto nascita di Atri supererà ampiamente i 500 parti, e per questo contrasteremo con tutti i mezzi la decisione del comitato regionale». Il consigliere regionale Luciano Monticelli affida ad una nota le sue riflessioni: «Nessuno dei consiglieri che hanno preso a cuore la questione è stato coinvolto. Non sono stato tenuto affatto in considerazione, nonostante da anni combatta contro la chiusura del nosocomio atriano. Un modo di fare che non condivido e che fa davvero riflettere, quasi a legittimare l’ipotesi di interessi che si celerebbero dietro la chiusura del San Liberatore». Monticelli si appella al segretario provinciale Pd Gabriele Minosse affinchè prenda una posizione sulla questione.
Il sindaco Gabriele Astolfi, attacca: «Monticelli può urlare quando vuole ma deve tutelare gli interessi della gente, noi saremo a fianco agli utenti che marceranno per difendere i propri diritti. La protesta la condivido soprattutto se pacifica, chiederò un’incontro d’urgenza con il governatore D’Alfonso per farlo desistere dal chiudere il punto nascite della nostra città».
Domenico Forcella
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