Raccolte quasi 8mila firme per l’ospedale della costa

9 Agosto 2017

Assemblea dopo un mese di attività dei banchetti, in funzione fino a settembre Partecipa anche la Cgil che torna a chiedere un confronto alla Regione 

GIULIANOVA. Rimarrà aperto fino a settembre il presidio davanti all’ospedale e anche i banchetti della raccolta firme in piazza del Mare e piazza Fosse Ardeatine che hanno ottenuto le autorizzazioni, segno che la battaglia per la salvezza dell’ospedale giuliese, avviata dal comitato intercomunale, non si ferma anzi apre a nuovi scenari.
Ieri, ad un mese esatto dall’avvio del presidio permanente davanti al Maria Santissima dello Splendore, il comitato ha tenuto un’assemblea pubblica a cui erano invitati anche i sindacati confederali. Sono intervenuti il segretario generale della Cgil Giovanni Timoteo e il segretario provinciale della Funzione pubblica Cgil Pancrazio Cordone. «Abbiamo raccolto 7.840 firme» ha detto il presidente del comitato Pablo Ghaderi, «segno che questa struttura si sta radicando sul territorio e che intorno al problema della sanità possiamo far crescere una forza dal basso in grado di cambiare le cose. La raccolta di firme non è di carattere giuridico, non vogliamo un referendum popolare ma chiediamo che l’ospedale venga potenziato con reparti autonomi in grado di fornire servizi sanitari di eccellenza. Secondo la Regione i numeri per un ospedale di 2° livello non ci sono, ma se ci fossero tutti i reparti funzionanti i livelli delle prestazioni sarebbero adeguati. La sanità non può essere trasformata in un semplice fatto economico perché è un diritto sancito dalla costituzione».
Francesco Ripani, vicepresidente del comitato ha annunciato una manifestazione in programma il 12 agosto a Kursaal dove, oltre alla raccolta di firme, si potranno ascoltare importanti testimonianze a favore dell’ospedale giuliese.
Per la Cgil manca il dialogo con la Regione sul futuro della sanità: «Non abbiamo mai avuto un progetto su cui confrontarci», ha detto Timoteo, «abbiamo chiesto un luogo di discussione ma nessuno ci ha mai risposto e tutto quello che sappiamo lo abbiamo letto dai giornali». Cordone ha ribadito il no della Cgil alla finanza di progetto nella sanità per realizzare i nuovi ospedali: «E’ un modo subdolo per aprire le porte ai privati». «Qui non siamo all'anno zero sull'ospedale», ha detto Franco Arboretti, consigliere comunale e medico, «abbiamo approvato una mozione in consiglio comunale e al tavolo tecnico il presidente D’Alfonso ha promesso la rimodulazione del piano sanitario regionale in sede ministeriale».
Mirella Lelli
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