Raffica di furti in aziende I titolari: ci trasferiamo

20 Gennaio 2016

Martinsicuro, lunedì sera altri due colpi nella zona industriale presa di mira L’amministratore: «Tutti hanno il sistema di allarme, ma servono più controlli»

MARTINSICURO. I ladri ancora in azione nella zona industriale di Martinsicuro. Gli ultimi due colpi scatenano la rabbia degli artigiani proprietari dei capannoni che, per protesta si dicono pronti a trasferire le proprie attività.

A farsi portavoce del loro malcontento è Alessandro Trolli, l’amministratore del capannone industriale che ospita varie attività. «I furti non concedono tregua e stanno mettendo a dura prova le attività artigianale della zona con gli operatori che si dicono pronti al trasferimento», dice Trolli, «nonostante quasi tutti i locali hanno il sistema di allarmi ladri continuano indisturbati a fare visita ai capannoni portando via merce e provocando danni. Chiederò un incontro con l’amministrazione comunale e con le forze dell’ordine per verificare la situazione e sollecitare degli interventi per mettere fine a questa situazione». Lunedì sera i ladri hanno fatto visita a due attività.

Prima hanno cercato di entrare nel capannone della Metal Tecno, costruzioni metalliche, ma in questo caso sono stati messi in fuga dal sistema di allarme. A questo punto i ladri, molto probabilmente gli stessi del tentato colpo alla Metal, hanno ripiegato sulla Ansofal, che si occupa di lavorazione in ferro e alluminio. I ladri sono entrati nel capannone sfondando il vetro di una finestra al secondo piano dove si trovano gli uffici. Una volta all’interno hanno messo a soqquadro tutto in cerca di soldi: per farlo hanno rotto con una mazza le due casseforti presenti che non contenevano contanti ma assegni e documenti. Poi i ladri sono andati nella zona produzione al piano terra e si sono portati via una serie di attrezzature, soprattutto quelle che venivano usate per lavori esterni. Successivamente hanno sfondato il portone e si sono dileguati con la refurtiva. La ditta dovrà pagare 15mila euro di spesa per mettere a posto il capannone e riacquistare il materiale rubato.

Sandro Di Stanislao

©RIPRODUZIONE RISERVATA