Regina Margherita, c’è il progetto In estate gara per la ricostruzione

L’ufficio speciale vara il piano esecutivo per riparazione dei danni e consolidamento del complesso Ospiterà una residenza sanitaria per anziani gestita dall’Asp1. Procedura accelerata per i lavori
TERAMO. I danni causati dai due terremoti devastanti che hanno colpito l’Abruzzo nel giro di sette anni avevano costretto il complesso edilizio alla chiusura per inagibilità. Per il recupero del Regina Margherita è arrivato, però, il momento della svolta. L’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr) ha appena messo a punto, infatti, il progetto esecutivo dell’intervento da 10 milioni di euro. Lo storico edificio di proprietà dell’Asp1, l’azienda per i servizi alla persona che gestisce case di riposo e immobili appartenuti a istituti di beneficenza, verrà riutilizzato come residenza sanitaria per anziani affetti da patologie tali che non ne consentono l’accoglienza in altre strutture. Il passo decisivo è stato compiuto con l’adeguamento del piano di riparazione dei danni e di consolidamento antisismico alle prescrizioni dettate dalla Soprintendenza. Queste hanno riguardato il rispetto del profilo architettonico del complesso e la tutela di alcuni fregi, in particolare un affresco al piano terra del corpo centrale.
Con il via libera definitivo all’intervento progettato, dunque, l’Ufficio speciale diretto da Vincenzo Rivera può pianificare la procedura di appalto. Prima di avviarla manca un ulteriore tassello: il nulla osta dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, chiamata a valutare il sistema di affidamento dei lavori. Si tratta, comunque, di un adempimento più formale che sostanziale destinato a essere risolto in tempi brevi. Altrettanto rapido dovrebbe essere anche l’approdo alla scelta della ditta incaricata dei lavori. In base alle procedure semplificate dalla struttura commissariale per il post-sisma, infatti, l’Ufficio speciale procederà alla selezione tra cinque ditte specializzate in interventi che, oltre al consolidamento, prevedono il restauro conservativo di edifici di pregio. La gara è prevista per l’estate con conseguente affidamento dell’opera e apertura del cantiere entro l’autunno. Il Regina Margherita che per disposizione testamentaria dell’ultimo proprietario era destinato in passato a orfanotrofio femminile sotto la guida di un’apposita Fondazione è di fatto inagibile dal terremoto del 2009. Un primo progetto di riqualificazione fu commissionato dall’Asp1 nel 2013 allo studio Promedia. Le scosse a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017, però, hanno imposto una profonda revisione dell’intervento per la quale è stato chiamato in causa l’Ufficio speciale. Quest’ultimo ha ripreso in mano il progetto, aggiornandolo e intavolando il confronto con la Soprintendenza per il via libera al recupero.
«Si chiude così un percorso che in realtà è partito 25 anni fa», spiega Piergiorgio Tittarelli, dirigente dell’Usr e responsabile del procedimento per il recupero dello storico complesso, «quando la Provincia concepì il primo progetto di sistemazione e riutilizzo del Regina Margherita che sarebbe dovuto diventare una foresteria per docenti universitari. Nella stessa area racchiusa nel muro di cinta tra piazza Dante e viale Mazzini c’è anche l’ex scuola materna Gemma Marconi, altra struttura resa inagibile dal sisma del Centro Italia. In questo caso il progetto è stato già adottato da un paio di mesi dall’Usr che è in attesa del via libera dell’Anac per procedere con l’appalto dei lavori da 1,8 milioni di euro. L’immobile ristrutturato e consolidato, anch’esso di proprietà dell’Asp1, tornerà a ospitare circa 60 alunni fino a sei anni. Quella parte del centro storico sarà destinata così a servizi che abbracceranno dalla prima infanzia fino alla terza età.
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