Rifiuti, la Corte dei Conti cita la Mastropietro

28 Novembre 2019

La Procura chiede per l’ex dirigente comunale la condanna a pagare 59mila euro L’accusa: «Con la procedura per l’appalto ha causato un danno erariale»

ROSETO. Se il processo penale per l’appalto rifiuti è ancora alle battute iniziali, la giustizia contabile si muove già in una direzione ben delineata. La Procura della Corte dei Conti ha citato l’ex dirigente del Comune di Roseto Maria Angela Mastropietro, all’epoca dei fatti responsabile del procedimento per l’appalto rifiuti, chiedendone la condanna a pagare 59mila e 800 euro a titolo di danno erariale. I fatti sono quelli del 2011 già finiti in un procedimento penale in cui l’ex dirigente è imputata per turbata libertà degli incanti. Da questo fascicolo aperto dalla Procura teramana, e in particolare dalle intercettazioni disposte, è partita l’inchiesta Castrum per cui di recente la Mastropietro è stata condannata in primo grado a 5 anni nella sua veste di dirigente del Comune di Giulianova.
Nel caso della citazione della Procura della Corte dei Conti i fatti riguardano la gara d’appalto per l’affidamento del servizio rifiuti alla ditta Diodoro Ecologia del Comune di Roseto nell’anno 2011.
La ditta esclusa Ati Ambiente all’epoca aveva fatto ricorso al Tar che aveva dichiarato l’illegittimità dell’affidamento condannando l’ente locale al risarcimento del danno in favore dell’Ati. Successivamente il Consiglio di Stato aveva respinto il ricorso del Comune di Roseto confermando la sentenza del Tar. A seguito dell’esito del contenzioso amministrativo il Comune nel 2013 aveva riconosciuto come debito fuori bilancio il risarcimento del danno di 59mila e 800 euro liquidato dal giudice amministrativo in favore dell’Ati ambiente.
Scrive nell’atto di citazione il procuratore regionale Antonio Giuseppone: « Tale somma costituisce un danno erariale per il Comune di Roseto poiché ammontare del risarcimento danni cagionati alla Ati Ambiente a seguito della conduzione palesemente illegittima della gara informale per l’aggiudicazione dell’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Tale esborso, di nessuna utilità per l’ente locale, avrebbe potuto essere evitato solo se il Comune di Roseto e, per esso i propri dirigenti, avessero osservato le regole dettate nella lettera di invito informale. Tale danno è addebitale, allo stato degli accertamenti, a Maria Angela Mastropietro, dirigente pro tempore del Comune di Roseto, responsabile del procedimento». Ed entrando nel merito specifica: «Emerge dalle sentenze del giudice amministrativo nonchè dalla documentazione acquisita che la procedura in questione (curata direttamente dalla Mastropietro) è stata connotata da palesi illegittimità (riapertura termini, accettazione nuova offerta da parte della Diodoro Ecologia dopo la presentazione di una prima offerta e dopo che questa aveva avuto cognizione delle offerte presentate dalle altre ditte partecipanti). A ciò si aggiunga che il comportamento almeno gravemente colposo (ove non proprio doloso) della dottoressa Mastropietro è stato oggetto di approfondimenti nell’ambito del procedimento penale avviato dalla Procura di Teramo».
Va ricordato che all’epoca dei fatti, proprio sull’argomento, venne presentato l’ esposto alla Corte dei Conti da parte degli allora consiglieri comunali di minoranza del gruppo Pd composto da Teresa Ginoble, Simone Tacchetti, Enzo Frattari, Raffaella D’Elpidio e Flaviano De Vincentiis.
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