Scoperti nove scarichi fognari che finivano in mare o nei fiumi

La guardia costiera: fuorilegge sei condotte domestiche a Roseto e tre commerciali ad Ancarano Fioccano multe da 6mila a 60mila euro, sanzionata anche un’autocarrozzeria di Corropoli
TERAMO. Si sono da poco concluse, in diverse parti della provincia, le attività di accertamento di alcuni illeciti in materia ambientale constatati dal personale del nucleo operativo di polizia ambientale della guardia costiera giuliese, sotto il coordinamento del Centro di controllo ambiente marino della direzione marittima di Pescara.
Si legge in una nota dell’autorità marittima: «A seguito di un’intensa attività ispettiva iniziata prima dell’inizio della stagione balneare, i militari della guardia costiera di Giulianova – supportati dal personale tecnico dell’Arta Abruzzo (distretto provinciale di Teramo) e da personale specialistico della società acquedottistica Ruzzo Reti, hanno condotto diverse attività di ispezione, che hanno portato alla luce scarichi domestici non autorizzati, che confluivano direttamente in mare ovvero in corpi idrici sfocianti sempre lungo la costa, e un deposito incontrollato di rifiuti».
Nel dettaglio, rende noto la guardia costiera, è stato constatato ed accertato nel comune di Roseto che in una palazzina di 20 unità abitative sei di queste non erano allacciate alla pubblica fognatura, e quindi scaricavano i reflui domestici direttamente all’interno del canale delle acque bianche per poi sfociare in mare, senza ovviamente alcun filtro, ovvero alcun tipo di trattamento delle stesse.
Nel comune di Corropoli, invece, veniva constatata la presenza di un’autocarrozzeria che, all’interno del proprio piazzale, deteneva in maniera incontrollata materiali sparsi e depositati su un terreno non impermeabilizzato, completamente esposti agli agenti atmosferici e pericolosi per l’ambiente circostante.
Inoltre, nel comune di Ancarano, i militari intervenuti hanno rilevato tre attività commerciali che sversavano i reflui dei propri scarichi domestici e di una attività di ristorazione (tra cui detersivi, olii da cucina, grassi oleosi e acque di prima pioggia) in un canale di acque meteoriche che sfocia nel fiume Tronto.
A conclusione dell’attività di ispezione e di approfondimento necessaria, continua la nota, «sono state elevate tre sanzioni amministrative da 6.000 a 60.000 euro ed è stata redatta e inviata all’autorità giudiziaria un’annotazione per la mancanza di autorizzazione allo scarico delle acque di prima pioggia in acque superficiali. Per tutti gli scarichi non autorizzati è stata immediatamente disposta l’interruzione degli stessi, con obbligo di allaccio alla pubblica fognatura».
La guardia costiera informa infine che «continuerà le attività di verifica ambientale sia lungo il litorale di giurisdizione sia nei comuni dell’entroterra al fine di scongiurare e sanzionare, ove necessario, episodi di inquinamento marino e costiero, garantendo così la tutela dell’ecosistema mare e di conseguenza anche dei bagnanti che soprattutto in questo periodo estivo popolano numerosi il litorale teramano».(red.te)
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