Scuola San Giorgio, via al piano di abbattimento e ricostruzione

L’edificio è agibile ma ha un basso indice di resistenza sismica, pronti 3,3 milioni che non basteranno L’assessore Di Marcantonio: sarà realizzata una struttura più ampia, sicura e adeguata alle esigenze
TERAMO. L’edificio in cui generazioni di teramani sono stati avviati agli studi lascerà il posto a una struttura moderna e più sicura. È il progetto che il Comune ha appena avviato per la scuola elementare San Giorgio. L’immobile non rientra tra quelli messi fuori gioco dal terremoto del Centro Italia, è sempre rimasto agibile e frequentato dagli alunni, ma sarà abbattuto e ricostruito. I controlli successive alle scosse che si sono susseguite tra fine 2016 e inizio 2017, infatti, hanno rilevato un basso indice di resistenza sismica della scuola a due passi dall’omonimo corso.
La San Giorgio, tramite l’ordinanza speciale firmata a fine dicembre del 2021 dall’allora commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini, è rientrata così tra le 13 strutture scolastiche destinatarie di poco meno di 40 milioni di euro per lavori di consolidamento. L’edificio, dunque, sarà demolito e ricostruito con una spesa stimata, nella fase preliminare, di 3,3 milioni. Si tratta, però, di un importo fissato quasi tre anni fa e che dunque andrà aggiornato in aumento alla luce dei rincari e della definizione nei dettagli degli interventi da realizzare. «Sfrutteremo la possibile deroga ai vincoli urbanistici», spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Di Marcantonio, «per mettere a disposizione di alunni, insegnanti e personale una struttura più ampia, confortevole e sicura». La nuova scuola risponderà ai requisiti di legge aggiornati sia in riferimento agli spazi didattici che alle norme di sicurezza e resistenza sismica. L’amministrazione, per accelerare i tempi della procedura, applicherà il cosiddetto “accordo quadro”, predisposto dalla struttura commissariale attualmente diretta da Guido Castelli, che consente di ricorrere a un pool di tecnici già incaricati per predisporre il primo livello progettuale dell’intervento.
L’attivazione di questa forma di supporto è stata deliberata dalla giunta poco prima di Ferragosto con un atto d’indirizzo che di fatto ha aperto la fase di progettazione dell’opera. Durante i lavori gli alunni saranno trasferiti nella scuola jolly individuata dall’amministrazione nella De Albentiis, struttura dichiarata inagibile per lesioni strutturali scoperte già prima del terremoto del Centro Italia, e che sarà ripristinata utilizzando una parte dei 40 milioni assegnati tramite l’ordinanza commissariale di fine 2021. L’edificio ospiterà a rotazione anche gli alunni delle altre scuole da sottoporre a lavori di consolidamento post-sisma.
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