Senologia, 86 interventi in 8 mesi quasi tutti con tecniche innovative

L’attività sarà ulteriormente potenziata: è appena arrivato il chirurgo Di Marco dal San Liberatore Brucchi: «Ma ad Atri la struttura non sarà smantellata anzi, sarà potenziata la diagnostica»
TERAMO. Cancro al seno: 86 interventi eseguiti nei primi otto mesi di quest’anno nell’unità operativa del Mazzini.
Buona parte sono stati eseguiti con procedure innovative. L’equipe diretta da Maurizio Brucchi, fra le poche in Italia, applica tecniche come per la ricostruzione dopo la mastectomia utilizzando protesi che vengono posizionate sopra il muscolo e sotto cute evitando così di tagliare il muscolo pettorale. E si utilizza una matrice dermica bovina, una sorta di tasca in cui si mette la protesi, sotto la cute e sopra al muscolo. In effetti, l’unità di senologia spicca per «interventi di oncoplastica, che associa la chirurgia plastica all'oncologia, contestualmente nell'intervento, per creare meno disagi alla paziente», spiega Brucchi.
Altra novità è la tecnica anestesiologica loco-regionale che addormenta solo il seno grazie a una procedura particolare che solo gli anestesisti teramani sanno fare. «Peraltro un articolo sugli interventi in anestesia locale», precisa Brucchi, «sarà pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Breast journal. Attualmente eseguiamo almeno un terzo delle operazioni con questa tecnica».
Degli 86 interventi, in 30 casi sono state messe delle protesi e 15 con la tecnica prepettorale. «Una tecnica che illustreremo la prossima settimana al congresso dell’associazione chirurghi a Scanno», spiega Brucchi. Tre interventi inoltre sono stati eseguiti con una tecnica imparata dall’equipe teramana a Cambridge per i casi di asportazione parziale della mammella in cui si utilizza tessuto della parte posteriore del torace che chiude la “breccia” che si apre con la quadrantectomia.
L’attività è stata potenziata grazie all’arrivo, dal 1° settembre, di un nuovo chirurgo dall’ospedale di Atri, Renato Di Marco. «Per legge regionale, nazionale ed europea i centri di senologia possono insistere sono negli ospedali che hanno le specializzazioni di chirurgia senologica, oncologia, radiologia, radioterapia, anatomia patologica, medicina nucleare, riabilitazione», spiega Brucchi, «la delibera della Regione è del 2018: l'attività diagnostica si può fare negli altri ospedali ma l'intervento chirurgico va fatto nel presidio che ha queste caratteristiche. Alla luce di questa norma la Asl ha adottato il provvedimento del luglio scorso che ha disposto il trasferimento del senologo di Atri. Lo dice la legge, non è una volontà dell’azienda, che ha persino ricevuto un richiamo dal tavolo di monitoraggio nazionale per il ritardo nell’attuazione. Comunque, per volontà dell’Asl, del capo dipartimento e mia, la struttura di Atri non verrà smantellata: tutta l'attività diagnostica (visite ed eco) e le biopsie verranno effettuate al San Liberatore. Anzi, sarà rafforzata perchè vedrà la partecipazione di tutti i medici della senologia. Le cittadine atriane non si dovranno spostare per l'attività diagnostica».
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