Si va verso la Cassa integrazione a rotazione

Ammortizzatori solo per i 90 lavoratori (su 190) a tempo indeterminato
TERAMO. Sfuma il piano di salvataggio di tutti gli occupati della Richetti. L’ipotesi avanzata inizialmente, cioè quella di mettere in cassa integrazione ordinaria per 13 settimane i 90 lavoratori a tempo indeterminato e reimpiegare nel vicino stabilimento ex Foodinvest, che fa capo sempre alla stessa azienda, gli interinali (il bacino è di 130, in media ne vengono impiegati un centinaio) non si può fare.
Infatti, la legge in proposito - salvo che i lavoratori interinali non vengano impiegati da una società con ragione sociale diversa e non è questo il caso - non consente di mettere in atto tale procedura. Comunque ieri mattina nell’assemblea dei lavoratori, quelli a tempo indeterminato hanno chiesto comunque che venga applicato un criterio di rotazione per chi verrà chiamato a lavorare. E oggi pomeriggio nell’incontro fra Cgil, Cisl e Uil e azienda, è stato stabilito che, compatibilmente con le esigenze di produzione, verrà garantita una rotazione fra i fissi. Azienda e sindacati si impegnano a valutare la posizione dei lavoratori interinali compatibilmente con le esigenze produttive.
Parte della produzione, come annunciato già all’indomani dell’incendio, potrà essere spostata all’interno del vicino stabilimento ex Foodinvest, dove c’è una linea produttiva che deve finire il rodaggio, ma che poi potrà tornare utile in questa situazione di emergenza. Ancora da verificare la possibilità di riutilizzo delle tre linee produttive nello stabilimento bruciato.
In effetti nel grande capannone di circa 10mila metri quadri nell’area industriale di Sant’Atto sono ancora in corso le operazioni di messa in sicurezza. Ieri mattina intorno alle 6 sono iniziate le operazioni di rimozione delle strutture della copertura crollata all'interno del magazzino imballaggi del stabilimento Richetti. Questo è importante perchè rende possibile l'accesso dei vigili del fuoco nell'area interessata dall'incendio, in modo da permettere il puntale spegnimento dei piccoli focolai ancora attivi, all'interno della massa del materiale combustibile interessato dall'incendio. Ad esempio ieri un paio di sacchi di cacao, semi bruciati, hanno ripreso ad ardere ma le fiamme sono state subito spente.
Il lavoro di taglio e rimozione delle strutture di copertura viene effettuato da un mezzo speciale del comando dell'Aquila dotato di cesoia idraulica.
Nell'area dell'incendio stanno operando due squadre dei vigili del fuoco, con un'autopompa, due autobotti e un'autoscala, per completare l'opera di spegnimento con getti di acqua frazionata. Stamattina dovrebbero iniziare le operazione di ammassamento del materiale bruciato accanto allo stabilimento: sarà sistemato su teli impermeabili e poi coperto con altri teli, in modo che non contamini l’ambiente circostante. Poi sarà studiato un piano di smaltimento che dovrà essere approvato dalla procura. Con ogni probabilità, appena finito il lavoro dei vigili del fuoco, si procederà al sequestro dell’area.
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