Silvi: lite sui soldi e giunta azzerata, il sindaco ora chiama gli alleati

Settimana decisiva per la riassegnazione delle deleghe, ma in maggioranza restano alte le tensioni. Scordella smentisce le voci di dimissioni: «Attendo i tavoli con serenità». Da ricalibrare i pesi tra i partiti
SILVI. Mattinata di fibrillazione politica quella di ieri a Silvi, dove gli equilibri della maggioranza sembravano essere saltati in aria. Nelle prime ore della giornata, infatti, sui telefoni di consiglieri comunali e amministratori è iniziata a rimbalzare un’indiscrezione sulle dimissioni del sindaco Andrea Scordella. Una voce che ha ulteriormente agitato le acque della politica silvarola da alcuni giorni è al centro della cronaca, non solo politica. Per diverse ore, per altro, dal sindaco e dal suo staff non sono arrivate conferme né smentite ufficiali. Il giallo si è risolto intorno a mezzogiorno, quando il primo cittadino ha fatto chiarezza: «Ho azzerato la giunta e attendo i tavoli con serenità dalla prossima settimana», ha chiarito. Parole che hanno attenuato le voci di un inasprimento della crisi, ma che non cancellano le tensioni in della maggioranza.
La lite di martedì sera in giunta tra Gianpaolo Lella e la vice sindaca Luciana Di Marco per questioni legate a soldi continua a produrre effetti. Le dimissioni e le scuse dell’ex assessore all’Urbanistica, così come l’intervento del sindaco sulla sua squadra, sembrano non essere stati sufficienti per riportare serenità tra i partiti. Da tempo l’amministrazione è attraversata da tensioni e contrapposizioni che hanno progressivamente indebolito la compattezza della coalizione. A rendere ancora più significativo il quadro è la provenienza della voce sulle presunte dimissioni di Scordella. Lo “spiffero”, infatti, sembrerebbe essere arrivato non tanto dagli ambienti dell’opposizione quanto, piuttosto, da settori della stessa maggioranza. Un elemento che racconta di un possibile “fuoco amico” nei confronti del sindaco leghista e di un malessere politico tutt’altro che marginale.
Sul fronte legale, invece, al momento la vicesindaca non avrebbe maturato l’intenzione di querelare l’assessore protagonista dell’episodio nonostante abbia ricevuto una prognosi di dieci giorni dal pronto soccorso dell’ospedale di Atri dopo essere stata presa per il collo. La partita, quindi, si sposta sul terreno politico, con una settimana di consultazioni che si annuncia decisiva. La Lega sarà chiamata a ricucire gli strappi e a provare a rimettere insieme i pezzi di una maggioranza frammentata. Scordella dovrà capire se sarà sufficiente intervenire sulla composizione della giunta oppure se sarà necessario rivedere gli equilibri della coalizione. Sul tavolo finiranno deleghe, incarichi e soprattutto il peso politico delle diverse forze che sostengono l’amministrazione. Il sindaco dovrà quindi trovare un punto di equilibrio tra le richieste dei partiti e la necessità di garantire continuità all’azione amministrativa.
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