Tari, Ciancaione: «Da restituire ai cittadini oltre 800mila euro»

19 Maggio 2019

La capogruppo di Leu accusa la maggioranza di non aver applicato correttamente la sentenza del Tar Il sindaco Di Girolamo replica: «Ci siamo attenuti ai conteggi fatti dal dirigente di segreteria»

ROSETO. «L’amministrazione Di Girolamo dovrebbe restituire ai cittadini oltre 800 mila euro in base alla sentenza del Tar Abruzzo numero 83 del 2019 sulla Tari». A dirlo è la capogruppo consiliare di Liberi e Uguali Rosaria Ciancaione, che ha depositato una mozione, da discutere nel prossimo consiglio comunale, affinché l’amministrazione Di Girolamo applichi correttamente la sentenza del tribunale amministrativo regionale e restituisca a famiglie e attività produttive la maggiore somma addebitata sugli avvisi Tari 2018 e anche su quelli del 2019, che stanno arrivando nelle case dei rosetani proprio in questi giorni.
«Ciò che stupisce di questa allucinante vicenda, che appesantisce ancora i bilanci di famiglie e di attività produttive, già fortemente colpite dalla crisi economica dell’ultimo decennio», continua Ciancaione, «con tanta disoccupazione e con negozi che chiudono, è la leggerezza con cui la politica fiscale viene trattata dall’amministrazione comunale. Dopo il mio accesso agli atti e le verifiche effettuate sulle quote effettivamente inesigibili e sugli altri costi contenuti nel piano economico finanziario a consuntivo 2018 e a quello del 2019, emerge chiaramente la necessità di procedere all’annullamento in autotutela delle delibere del consiglio comunale numero 14 e 15 del 26 marzo 2019 sul piano economico finanziario del servizio rifiuti e relative tariffe tari 2019».
L’amministrazione comunale, secondo i calcoli effettuati dalla dirigente, ha infatti approvato le due delibere specificando nei relativi atti che la compensazione sulle maggiori somme addebitate ai cittadini nel 2018 ammonta a 30 mila euro totali. «Ci siamo attenuti ai conteggi fatti dal dirigente di ragioneria», spiega il sindaco Sabatino Di Girolamo, «sulla base di un’interpretazione letterale della sentenza del Tar. Ammetto che la delibera non è completamente chiara, ma ritengo che il dirigente abbia dato la giusta interpretazione». Ciancaione, però, non è convinta di questa interpretazione e, a suo parere, la sentenza del Tar non è stata applicata ma stravolta. «Una girandola di delibere improponibili, di alchimie», commenta Ciancaione, «che hanno il sapore dell’ennesima presa in giro a discapito della nostra città. L’amministrazione dovrà, a questo punto, venire in consiglio per spiegare cosa sta facendo ai cittadini rosetani sulla politica fiscale, dovrà portare in consiglio un piano economico finanziario della Tari 2018 che sia rispettoso della sentenza del Tar Abruzzo e che, quindi, riduca i costi di oltre 700 mila con corrispondenti rimborsi ai rosetani sulle bollette, dovrà portare in consiglio il Pef e le tariffe tari 2019 senza i maggiori costi addebitati di circa 100 mila euro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA