Tari, ecco gli sconti: il 22% alle aziende dal 7% alle famiglie

Brucchi: merito del passaggio alla Tia, chi ha tenuto la Tarsu come Giulianova e Pescara ora applica rincari mostruosi
TERAMO. I fiorai pagheranno il 20% in meno, aziende e capannoni arriveranno al 22% di sconto, mentre per le abitazioni il taglio oscillerà tra il 7 e quasi il 20%. La Tari è in calo e per dimostrare che non si tratta di un mero annuncio l'amministrazione pubblica una tabella che riassume le percentuali di abbattimento della tassa sui rifiuti a vantaggio delle diverse categorie di contribuenti. Il calcolo si basa sul raffronto dei bollettini pagati nel corso del 2013 e quelli emessi quest'anno, che per la seconda rata scadranno all'inizio della settimana prossima. «Siamo arrivati un po’ sotto data con l'invio delle comunicazioni agli utenti», premette il sindaco Maurizio Brucchi, «ma per il versamento ci sarà una decina di giorni in più di tolleranza rispetto al termine indicato nella lettera». L'elemento più importante, a detta del primo cittadino, è però legato alla diminuzione degli importi. «Sono dati veri», precisa, «perché basati sui bollettini e non su calcoli presunti».
Gli sconti maggiori, come già annunciato settimane fa, riguarderanno aziende e alcune tipologie di attività commerciali. «La scelta di sostenere un po' di più le aziende», osserva Brucchi, «nasce dalla considerazione che se riparte il sistema produttivo, ci sarà più lavoro e gli effetti positivi interesseranno anche le famiglie». Così fabbriche, capannoni, botteghe artigiane ed esercizi pubblici potranno beneficiare di riduzioni in media superiori al 15%. Meno sostanzioso sarà il taglio sulle cosiddette utenze domestiche. In questo caso il calcolo della tassa comprende sia la superficie dell'abitazione che i componenti del nucleo familiare, per cui la riduzione ha una forbice molto ampia di quasi tredici punti tra la percentuale minima e quella massima.
L'abbassamento della Tari fornisce l'occasione a Brucchi anche per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «Questo è il risultato della decisione presa tempo fa di passare dalla Tarsu, che caricava al Comune il 20% dei costi di raccolta e smaltimento», osserva, «alla Tia, che prevedeva la copertura dell'intera spesa con la tariffa pagata dagli utenti». L'applicazione del nuovo metodo suscitò feroci contestazioni. «Fummo additati come esempio negativo rispetto ad altre amministrazioni, come Giulianova e Pescara, che mantennero il regime Tarsu», tiene a evidenziare il sindaco, «ma che oggi si trovano a imporre ai contribuenti, proprio a causa di quella decisione, aumenti della tassa sui rifiuti che in alcuni casi superano la soglia del 200%». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

