Tassa di soggiorno, il Pd stupito dal ricorso al Tar

ROSETO. Dopo il ricorso al Tar contro la tassa di soggiorno a Roseto, in vigore dal 1° aprile, interviene il Partito democratico, sorpreso dalla notizia che il ricorso sia aperto dalle firme dei...
ROSETO. Dopo il ricorso al Tar contro la tassa di soggiorno a Roseto, in vigore dal 1° aprile, interviene il Partito democratico, sorpreso dalla notizia che il ricorso sia aperto dalle firme dei consiglieri di minoranza.
«Stupisce perché i consiglieri di opposizione», scrive nella nota il Pd, «di cui alcuni già protagonisti della passata amministrazione che ha lasciato in eredità ai cittadini di Roseto un disavanzo di oltre 2 milioni di euro, non contenti di aver procurato un danno, ora vorrebbero aggiungere anche questo aggravio alle casse comunali». La mancata introduzione della imposta di soggiorno, secondo il Pd, metterebbe a rischio la possibilità di finanziare con il ricavato, come prevede la legge, un cartellone di manifestazioni estive di livello e il rifacimento dei marciapiedi sul lungomare Roma. «Il ricorso sorprende, inoltre, perché i consiglieri di minoranza sanno benissimo che la tassa di soggiorno è ormai adottata dalla stragrande maggioranza delle località turistiche italiane e da quasi tutte le città vicine», continua il Pd, «E’ un passaggio obbligato, vista la diminuzione dei trasferimenti dallo Stato ai Comuni, e grazie al minimo esborso da parte dei turisti, e non dai residenti, si riesce a garantire il decoro urbano e i cartelloni delle manifestazioni. Sgomenta anche l’uso disinvolto, da parte della minoranza, di qualsiasi mezzo per i propri fini politici con teatrali polemiche nei confronti dell’amministrazione, che in realtà danneggia solo Roseto».
Il Partito democratico, infine, chiede alle associazioni di categoria di proseguire il confronto con l’amministrazione per ulteriori interventi sul regolamento della tassa di soggiorno, e di confrontarsi anche su altri temi. Enio Pavone, consigliere d’opposizione, replica al partito democratico. «Noi useremmo, secondo il Pd, qualsiasi mezzo per i nostri fini politici», dice Pavone, «detto da chi ha denunciato alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti tutta la precedente amministrazione, compresi i dirigenti e i funzionari, sconcerta. Chi ha avvelenato il clima politico di questa città è il sindaco Di Girolamo e la sua giunta».
Sulla tassa di soggiorno l’opposizione ha fatto una dura battaglia in consiglio comunale. «Anche senza tassa di soggiorno è possibile organizzare grandi eventi», precisa Pavone, «noi, per esempio, portammo le Frecce tricolori senza spendere un euro». (l.v.)
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