«Tassa soggiorno, per Roseto grave danno d’immagine»
ROSETO. La tassa di soggiorno a Roseto è il gran botto di fine anno. Così i capigruppo dell’opposizione Enio Pavone di “Avanti X Roseto-Roseto al Centro”, Rosaria Ciancaione di “Art. 1 - Liberi e...
ROSETO. La tassa di soggiorno a Roseto è il gran botto di fine anno. Così i capigruppo dell’opposizione Enio Pavone di “Avanti X Roseto-Roseto al Centro”, Rosaria Ciancaione di “Art. 1 - Liberi e Uguali”, Nicola Di Marco di “Liberalsocialisti-Insieme per Roseto”, Alessandro Recchiuti di “Futuro In”, Mario Nugnes di “Abruzzo Civico” e Angelo Marcone di “Roseto nel Cuore”, hanno definito l’introduzione dell’imposta di soggiorno a Roseto. «Si è concluso nel peggiore dei modi il 2017 per la Città di Roseto che ha dovuto subire l’ennesimo schiaffo da parte di un’amministrazione comunale sempre più distante dai reale problemi dei cittadini e delle imprese», dichiarano i capigruppo dell’opposizione, « Infatti, dopo aver iniziato l’anno con l’incredibile aumento medio della Tari del 40%, della mensa scolastica e della colonia anziani, dopo aver proseguito con lo schizofrenico inserimento dei parcheggi a pagamento, il 30 dicembre il monocolore Pd che governa questa città ha voluto completare l’opera con l’introduzione dell’imposta di soggiorno che nessuno a Roseto voleva». I capigruppo criticano la scelta della maggioranza di accorpare i 472 emendamenti da loro presentati: «il presidente del consiglio Teresa Ginoble ha concesso per l’ennesima volta di violare il regolamento del consiglio comunale permettendo di discutere gli emendamenti accorpandoli, cosa non prevista dallo stesso regolamento e, tra l’altro, senza il prescritto parere obbligatorio del collegio dei revisori dei conti». Infine censurano la scelta della maggioranza di non prendere in considerazione le proposte avanzate dai consiglieri Marco Angelini e Achille Frezza. «I consiglieri di maggioranza Angelini e Frezza», concludono i consiglieri d’opposizione, «si sono permessi di avanzare proposte che andavano nel rispetto del regolamento consiliare. Subito sono stati richiamati all’ordine non dal loro sindaco, ma da “influssi esterni”, tanto da far loro rimangiare in diretta streaming quanto avevano detto. Roseto, grazie a questa amministrazione, è il primo Comune della costa teramana a introdurre l’imposta di soggiorno. Crediamo che questo sia un grave danno d’immagine».(l.v.)
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