Teramo, è appena cominciato l’esame delle abitazioni private
TERAMO. A due settimane dal terremoto a Teramo si contano sei famiglie prese in carico dal Comune per i rimborsi sull'autonoma sistemazione. Si tratta di nuclei familiari che per decreto del sindaco...
TERAMO. A due settimane dal terremoto a Teramo si contano sei famiglie prese in carico dal Comune per i rimborsi sull'autonoma sistemazione. Si tratta di nuclei familiari che per decreto del sindaco hanno dovuto lasciare le abitazioni poiché ritenute completamente inagibili dopo i sopralluoghi dei tecnici e che adesso l'assessorato alle Politiche sociali guidato da Eva Guardiani sta seguendo per l'ottenimento del sostegno grazie ai rimborsi che la Protezione civile riconosce alle famiglie sfollate.
L'assessore Guardiani spiega che tra gli assistiti ci sono due nuclei familiari composti da sei persone ciascuno, due vedove e altri due nuclei familiari composti da quattro unità e che provengono da Spiano (la frazione più colpita), Villa Tordinia, Villa Viola e vico del Cigno a Teramo. «Fin dal primo momento dopo l'attivazione del Coc abbiamo verificato la disponibilità negli alberghi per ospitare le famiglie», ha detto l'assessore Guardiani, «tutti però hanno preferito optare per altri alloggi autonomi o messi a disposizione dai parenti. La Protezione civile riconosce fino a un massimo di 600 euro al mese di rimborso per ogni nucleo familiare, più altre forme di sostegno per over 65 e persone disabili a carico. Gli uffici alle Politiche sociali, informati dell'inabilità riconosciuta dagli uffici tecnici, si sono attivati fin dal primo momento contattando le famiglie e sostenendole nella compilazione delle pratiche per i rimborsi. Va detto però che il Comune non può anticipare le somme, come qualcuno ci ha chiesto, ma certamente garantire ai locatari che queste somme sono certe e arriveranno in tempi brevissimi».
La Guardiani ha precisato che i rimborsi per l'autonoma sistemazione vengono riconosciuti solo a chi abitava in appartamento completamente inagibile, e non a quei nuclei che hanno solo una camera inagibile, o magari risiedono in condomini che hanno aree comuni impraticabili. «La preoccupazione», dice la Guardiani, «è che questo numero di famiglie da sistemare in altri alloggi possa crescere poiché le verifiche sono ancora in atto». Difatti l'assessore Fracassa spiega che dai privati sono arrivate circa 230 richieste di verifiche, ma poiché le squadre del Comune si sono concentrate nella prima emergenza sulle scuole da riaprire, sugli edifici privati i controlli sono appena iniziati.(m.d.t.)
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