Tordino, i lavori alla foce fanno gridare allo scempio

Il Wwf chiama la Forestale e denuncia: «Così distruggono l’ecosistema sospettiamo che i rifiuti dell’ex discarica vengano interrati negli argini»
GIULIANOVA. C’è l’ombra di uno scempio ambientale sui lavori di ripristino degli argini alla foce del fiume Tordino, finanziati dalla Regione Abruzzo con 250 mila euro (fondi che saranno impiegati anche per il ripristino della pista ciclabile, mentre sono già previsti altri lavori a monte per 619mila euro). I lavori sono partiti da appena due giorni e già, dopo alcune segnalazioni da parte di cittadini, il responsabile provinciale del Wwf, Fausto Pompilii, ha effettuato un sopralluogo per verificare sia che tali operazioni non minaccino l’habitat delle specie che popolano l’area della foce, sia che le ruspe non stiano interrando negli argini la gran quantità di rifiuti presente nei pressi della foce. Rifiuti che, se così fosse, verrebbero scaraventati in mare alla prima piena del fiume.
«Questi lavori di ripulitura», ha fatto sapere il Wwf, che ha allertato anche la guardia forestale, «consistono nella distruzione con ruspe di tutta la vegetazione presente alla foce e lungo gli argini del fiume. Tali interventi vengono ripetuti frequentemente con la motivazione del rischio legato ad eventuali piene che potrebbero portare materiale verso la foce ostruendola e creando esondazioni».
I lavori, essendo controllati dalla Regione, non sono coordinati dal Comune di Giulianova ma, nonostante questo, due giorni fa l’assessore comunale all’ambiente Fabio Ruffini, scortato da agenti della polizia municipale e dal dirigente del Genio civile Quintino Catitti, si è recato personalmente sulla foce per sincerarsi dei lavori. «Ho chiesto al dirigente», ha confermato Ruffini, «di farmi avere una relazione in merito alle attività sulla foce ma dalla Regione si sono giustificati dicendo che si tratta di un procedimento effettuato in “somma urgenza” e dunque non ci sono state finora fornite documentazioni di sorta».
Il Wwf, dal canto suo, ha continuato dicendo che il taglio a raso della vegetazione lungo gli argini si ripercuote pesantemente sull’ecosistema fluviale e su tutto il tratto di litorale. «Senza la vegetazione», ha spiegato a questo proposito il Wwf, «il fiume perde la sua capacità autodepurativa e, in caso di piena, la velocità delle acque aumenta determinando erosione e trasporto del materiale verso il mare. Il tutto senza considerare il danno all’avifauna presente sull’area come garzette e aironi».
L’associazione ambientalista, in ultima analisi, si è chiesta anche che fine stiano facendo i rifiuti trasportati alla foce come pneumatici, buste e bottiglie di plastica, contenitori di vetro e altro presenti, fino a qualche tempo, fa sull’arenile. «La vecchia discarica di Coste Lanciano», ha concluso il Wwf, «perde materiale continuamente. Lo spostamento di terra lungo gli argini e alla foce, se non fosse stato preceduto da un’accurata bonifica, comporterà l’interramento dei rifiuti che, alla prima piena, verranno di nuovo messi in movimento».
Il Wwf, in definitiva, è tornata a chiedere un piano complessivo per la gestione del fiume Tordino che ne consenta la tutela ambientale e la messa in sicurezza delle aree attraversate dal corso d’acqua.
Margherita Totaro
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