Tortoreto, stipati in cinque in una casa di 40 metri

Appello di una famiglia che abitava nelle case Ater sgombrate dopo il sisma Da quattro anni vivono in un residence turistico: «Il nostro è un calvario»
TORTORETO. «Stipati da quattro anni con tre bambini in un alloggio di 40 metri quadri in un residence per turisti». A parlare è una famiglia di cinque persone che abitava nelle case popolari di Tortoreto Alto sgomberate dopo il terremoto del 2016. «Il nostro è un calvario», scrivono in una lettera indirizzata al sindaco Domenico Piccioni per segnalare la grave situazione e chiedere un impegno per «una sistemazione idonea, consona ad una famiglia onesta con minori, dove questi possano crescere con serenità e nel rispetto dei principi morali che sono alla base di un paese civile». Diversi i disagi segnalati nella lettera, che in alcuni tratti è anche molto dura nei confronti delle istituzioni. La famiglia, infatti, racconta anche di aver restaurato invano il suo appartamento nella palazzina gestita dall’Ater poco prima di doverlo lasciare. Poi ci sono i problemi nel residence, oltre alle dimensioni estremamente ridotte del loro alloggio: nei mesi invernali riscaldamento solo per otto ore al giorno, problemi di convivenza con i turisti che affollano la struttura, ma anche l’esclusione dei figli dai servizi del residence stesso, come la piscina, ma anche il bus navetta e il parcheggio. Il loro è uno dei sei nuclei familiari che vivevano nella palazzina di via Costa del Monte, a ridosso del centro storico, e che dopo il sisma sono stati trasferiti provvisoriamente in strutture ricettive vicine, dove abitano ancora. Poco prima dell’emergenza sanitaria, la vicenda delle case Ater inagibili è diventata di dominio pubblico con la presa di posizione del consigliere comunale di opposizione Domenico Di Matteo, che lamentava lo stato di abbandono della palazzina popolare, le spese ingenti della Protezione civile per dare un tetto agli sfollati nelle strutture private, per oltre mille euro al mese ciascuna, e le difficili condizioni di vita della ventina di ex inquilini sfollati.
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