Trasporto, incontro Tua-presidi per cercare un’intesa sugli orari

TERAMO. Ieri mattina, nell'auditorium dell'Istituto per geometri "Forti" di Teramo, si è svolta una riunione tra l’azienda pubblica di trasporto regionale, la Tua, rappresentata dal direttore...
TERAMO. Ieri mattina, nell'auditorium dell'Istituto per geometri "Forti" di Teramo, si è svolta una riunione tra l’azienda pubblica di trasporto regionale, la Tua, rappresentata dal direttore generale Maximilian Di Paolo, e i dirigenti scolastici della provincia teramana. L’obiettivo dell’incontro era cominciare a cercare soluzioni al problema legato al trasporto degli studenti delle scuole secondarie del Teramano. Le misure di contrasto al Covid-19 adottate dal Governo, infatti, hanno imposto un distanziamento sociale tale da ridurre in modo consistente i posti disponibili all'interno dei mezzi. Il direttore della Tua ha ammesso che, per gestire senza problemi l'emergenza a livello regionale, l'azienda avrebbe bisogno di 500 nuovi pullman, che ovviamente avrebbero un costo che la Trasporto Unico Abruzzese non potrebbe sostenere in alcun modo. Anche con l'ingresso delle ditte private, non si arriverebbe comunque al numero di macchine di cui la Tua ha effettivamente bisogno. Cosa fare, quindi?
Di Paolo, in sostanza, ha auspicato la costruzione di un modello organizzativo che contemperi le esigenze delle scuole, e soprattutto di chi le frequenta e vi lavora, con quelle dell’azienda di trasporto. Il direttore generale della Tua ha dichiarato ai microfoni di Certastampa.it: «Anche nel Teramano, come nel resto della regione, i mezzi non saranno sufficienti perché si chiede un raddoppio. Quindi stiamo facendo degli incontri tra i presidi e i rappresentanti locali dell’azienda per individuare modalità di organizzazione condivise che in questo periodo sono quantomai necessarie. Oggi iniziamo questo percorso incontrando tutti i presidi e poi faremo incontri con i singoli rappresentanti delle scuole».
L’obiettivo finale, ha aggiunto il dirigente della Tua, è «costruire un modello organizzativo in cui l’organizzazione degli orari scolastici sia compatibile con il servizio». Un modello che, ha consluso Di Paolo, «ovviamente deriva dalla somma delle necessità di tutti gli istituti».(red.te)
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