Tribuiani ritira il ricorso senza accordi politici

L’ex candidato sindaco del centrodestra ha protocollato ieri la rinuncia alla lite per evitare il commissariamento del Comune. La Lega: restiamo all’opposizione
GIULIANOVA. L’accordo politico tra Lega e Costantini non è stato possibile ma l’ex candidato sindaco del centrodestra alle elezioni amministrative dello scorso mese di maggio, Pietro Tribuiani, con atto unilaterale ha reso lo stesso inefficace il ricorso sulla regolarità delle elezioni presentato al Tar attraverso gli avvocati Anthony Aliano e Caterina Longo. Nella mattinata di ieri Tribuiani ha protocollato in Comune la “rinuncia alla lite”. L’azione legale era cominciata il 13 luglio. E il 10 ottobre scorso, dopo la prima udienza svoltasi nella sede del Tar dell’Aquila il giorno precedente, lo stesso organo di giustizia amministrativa ha emesso la sentenza accogliendo in parte il ricorso. I giudici hanno stabilito di effettuare delle verifiche sugli scrutini, sia per il primo turno del 26 maggio 2019 che per il successivo ballottaggio del 9 giugno, dando mandato al prefetto di Teramo di adempiere a quanto stabilito in sentenza. E la Prefettura, nei giorni scorsi, ha provveduto a convocare gli avvocati delle parti nell’ufficio territoriale del Governo per le 11 di martedì 29 ottobre prossimo al fine di “procedere con gli accertamenti richiesti dalla autorità giurisdizionale amministrativa”. Una convocazione che, sulla scorta di quanto registrato ieri con il passo indietro di Tribuiani, sarà di conseguenza annullata.
La scelta dell’ex candidato sindaco probabilmente è stata dettata da una ben precisa valutazione. La sentenza del Tar non avrebbe potuto ribaltare il risultato del ballottaggio che ha visto Jwan Costantini primeggiare sul filo di lana grazie a una differenza di 59 voti, perché il Tar non ha disposto il riconteggio delle schede. Se fossero state riscontrate le anomalie procedurali sottolineate nel ricorso, sarebbe stato possibile giungere all’annullamento complessivo della votazione con ritorno alle urne, dunque con un altro periodo di commissariamento per la città e senza alcun beneficio per il ricorrente. Lo stesso Aliano, subito dopo la sentenza del Tar, ha affermato: «Qualora siano riscontrate le anomalie dedotte con ricorso, vi sarebbe un ritorno alle urne per i cittadini di Giulianova».
In casa Lega bocche cucite, ma trapela una riflessione. In pratica Tribuiani avrebbe assunto la decisione di annullare il ricorso senza un accordo politico, senza contropartita, per evitare un altro lungo periodo di commissariamento alla città. Sarebbe stato il quarto nel giro di 15 anni. In una nota diffusa ieri dal deputato Luigi D’Eramo, coordinatore regionale della Lega, viene affermato che «non c’è alcuna trattativa in corso tra la Lega giuliese e il sindaco Costantini. Siamo e restiamo coerentemente all’opposizione».
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