Un giorno per vedere la tela di San Pancrazio

Campli, visibile per la ricorrenza del santo l’opera settecentesca donata dai Palma e restaurata
CAMPLI. La tela settecentesca di San Pancrazio con in mano un modellino di Campli è visibile nella cattedrale di Santa Maria in Platea fino alla giornata odierna in cui si celebra la ricorrenza del santo martire protettore da cittadina farnese.
Il quadro, recentemente restaurato per conto dell’associazione Memoria & Progetto dallo Studio di restauri Valentina Muzii, è stato donato alla chiesa cattedrale di Campli dall’associazione locale con una cerimonia l’8 maggio alla presenza del parroco, don Massimo Balloni. Il dipinto donato dall’avvocato Nicola Palma alla Memoria & Progetto Onlus faceva parte della collezione privata della famiglia Palma, e rappresenta una straordinaria testimonianza storica sia della Campli del XVIII secolo sia del culto per il martire, istituito nel 1700 dal vescovo di Campli-Ortona Giovanni Vespoli Casanatte. «Si tratta di una rarissima immagine datata presumibilmente nella prima metà del '700», spiega Roberto Ricci, presidente di Memoria & Progetto e deputato abruzzese di Storia Patria. «Un indizio per una possibile datazione della tela è rappresentato dal particolare della facciata della cattedrale, raffigurata con l’antico portale di pietra in stile romanico-gotico, che venne rifatto nel 1793 da Giovanni Fontana da Penne». La tela, spiega la restauratrice Muzii «è un olio su tela di artista ignoto della prima metà del '700 e pare sia stata commissionato da Donna Maria Aurora Genoini, come indica una iscrizione sul fronte dell’opera riscoperta nel restauro».

