Vandali scatenati: pianta spezzata e sale per danneggiare gli alberi

Prese di mira una fioriera in prossimità della prefettura e l’area verde davanti all’università L’assessore Di Bonaventura: «Il controllo non basta più, serve un appello alle famiglie dei giovani»
TERAMO. «Non è più questione di controllo, è qualcosa di più profondo che chiama in causa le famiglie e l'educazione. C'è da intervenire sulla coscienza e sulla cultura perché la situazione sta diventando sfiancante»: sono le parole amare con le quali l'assessore alle manutenzioni del Comune di Teramo Valdo Di Bonaventura commenta gli ultimi episodi di vandalismo in città. Uno in centro storico, dinanzi al palazzo della prefettura: qui un arbusto collocato di recente dall'amministrazione in un vaso con fiori bianchi e rossi è stato spezzato in due. Rotto, di proposito, per mero sfregio.
Il secondo gesto di inciviltà si è consumato davanti all'università dove qualcuno ha gettato un importante quantità di sale alla base di due arbusti piantati da poco tempo con l'intento, evidentemente, di ucciderli. Azioni purtroppo non isolate. Spesso nel mirino dei vandali finiscono le aiuole di piazza Orsini e gli arredi di piazza Sant'Anna. Solo per citare alcuni degli esempi che con costanza tornano agli onori della cronaca cittadina. L'assessore Di Bonaventura puntualmente reagisce ripristinando il decoro ma «è un tira e molla che stanca e amareggia: qualcosa ci sta sfuggendo a livello educativo e culturale. Cosa accade ai giovani? Cosa accede all'interno delle famiglie? C'è da fare un ragionamento serio perché possiamo fare più controlli o mettere più telecamere ma c'è un sistema educativo da rivedere. E vale per il verde pubblico ma anche per gli arredi: non ha pace, per esempio, piazza Sant'Anna. Ogni volta che le sedute e le aiuole vengono rimesse in ordine, c'è qualcuno che si diverte a spostare e sporcare. Sembra una lotta destinata a non avere mai fine, anzi sembra che si acuisca proprio nel momento in cui l'amministrazione dimostra più attenzione all’estetica, alla bellezza della città», conclude Di Bonaventura che invoca collaborazione da parte delle famiglie.
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