Via Adamoli, l’Ater riconsegna le chiavi a 32 famiglie sfollate

Gli inquilini chiedono interventi anti-degrado nel palazzo La presidente Ceci: «Vaglieremo insieme ogni situazione»
TERAMO. È uno dei cantieri pubblici post sisma più importanti di Teramo e, pur fra qualche polemica e contestazione, è giunto a conclusione. Una conclusione che permetterà, di qui a breve, a 32 famiglie Ater di tornare a casa. L'immobile in questione è quello di via Adamoli, a Colleatterrato. Da qualche giorno i lavori di miglioramento sismico, costati quasi 2,5 milioni di euro, sono terminati e il Comune, un mese fa, ha revocato l'ordinanza di sgombero: un atto che blocca il Cas (il contributo di autonoma sistemazione) alla luce del fatto che gli inquilini possono tornare nelle proprie case.
Lo stato dei singoli appartamenti, così come delle aree comuni ed esterne al condominio, è però da giorni al centro di polemiche da parte degli sfollati. Il cantiere, infatti, ha lasciato in eredità una situazione generale preoccupante al pari del lungo periodo di incuria. Le fotografie scattate dagli abitanti del condominio raccontano di rifiuti di cantiere abbandonati e accatastati in zone comuni, erba alta all'esterno, strada di accesso al palazzo dissestata, pali della luce pericolanti. A questo si aggiungono le preoccupazioni per ciò che potrà esserci dentro agli appartamenti. Chiusi per sette anni, presenterebbero problemi di infiltrazioni e di deterioramento di infissi e impianti. Per questo ieri mattina una delegazione di inquilini di via Adamoli ha tenuto un sit-in all'esterno degli uffici Ater di via Roma per essere poi ricevuta dalla responsabile che segue la pratica. Nel corso dell'incontro è stata confermata la riconsegna all'Ater dell'edificio da parte della ditta che ha svolto i lavori e si è proceduto ieri stesso a un sopralluogo in due delle quattro scale del palazzo. A seguire c'è stata la riconsegna delle chiavi alle famiglie che vivono negli appartamenti delle due scale visionate.
Maria Ceci, presidente dell’Ater, nel comprendere le preoccupazioni degli sfollati, mette in evidenza quella che è l'altra faccia della medaglia: la conclusione del cantiere. Un traguardo che ora «si perfezionerà con il dialogo con gli inquilini ai quali, già in una riunione di un mese fa, avevamo garantito la nostra disponibilità nel raccogliere ogni segnalazione circa la situazione interna ed esterna del condominio per poi intervenire», spiega la presidente, che prosegue: «Il rapporto è fra Ater e inquilini. Ogni situazione verrà vagliata per verificare di volta in volta di chi sia la competenza. L'impresa che ha svolto i lavori ha incaricato una ditta per pulire ciò che resta del cantiere, mentre sull'area esterna faremo una programmazione a parte per intervenire».
Intanto per la giornata di oggi è in programma il sopralluogo dei tecnici Ater nelle altre due scale del condominio, con la riconsegna delle chiavi degli appartamenti agli inquilini che vi abitavano fino allo sgombero. «Le procedure di ricostruzione, come è noto a tutti, sono complesse e lunghe ma non si può non evidenziare come per la palazzina di via Adamoli ci sia stato un grande sforzo dell'Ater che ha portato a un risultato importante: in due anni il cantiere è stato chiuso e abbiamo ottenuto la riconsegna anticipata evitando anche dei contenziosi», conclude la presidente Ceci.
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