Via libera al progetto di recupero Bocciato il ricorso di Lanciano

GIULIANOVA. Dichiarato inammissibile dal Tar il ricorso presentato dal comune di Lanciano per annullare un atto dirigenziale della Regione riguardante la graduatoria che ha visto il comune di...
GIULIANOVA. Dichiarato inammissibile dal Tar il ricorso presentato dal comune di Lanciano per annullare un atto dirigenziale della Regione riguardante la graduatoria che ha visto il comune di Giulianova classificarsi al primo posto e ottenere il finanziamento di un progetto. Si tratta dell’attuazione di programmi integrati di edilizia residenziale sociale con cui recuperare l’edificio della Casa Maria Immacolata in via Gramsci, chiuso da qualche anno anche per motivi di agibilità, d proprietà della diocesi di Teramo-Atri. Il Comune di Lanciano, arrivato secondo, ha chiesto al Tar l’annullamento della graduatoria per rientrare in corsa e ottenere il finanziamento di un propri progetto, ma il ricorso non è stato ammesso. Per Casa maria Immacolata si tratta di un innovativo progetto di cohousing sociale che vede come soggetti attuatori il comune di Giulianova, la diocesi di Teramo-Atri, la società Consit srl di Teramo e Confcooperative Abruzzo. Il costo complessivo dell’intervento, che prevede anche il recupero dell’ampio edificio e la sistemazione del parco annesso, è di circa 5.800.000 euro, mentre il finanziamento richiesto ed approvato è di circa 3.200.000 euro. La formula del “cohousing” o coresidenza consiste in insediamenti abitativi composti da alloggi privati, corredati da ampi spazi comuni, coperti e scoperti, destinati all’uso collettivo e alla condivisione tra i coresidenti. I vari servizi collettivi vengono individuati ad esempio in ampie cucine, lavanderie, spazi per gli ospiti, laboratori per il “fai da te”, spazi gioco per i bambini, palestra, piscina, internet cafè, biblioteca ed altre zone condivisibili. Le abitazioni private solitamente sono più piccole, fino ad un 15% massimo, di quelle tradizionali. Solitamente un progetto di cohousing prevede una presenza da 20 a 40 famiglie che convivono come una “comunità intenzionale”. Il sindaco Jwan Costantini ha appreso in tempo reale la decisione del Tar e commenta: “La conclusione della vicenda ci vede ovviamente soddisfatti, non posso negarlo. Questa è un’altra dimostrazione dell’impegno che stiamo rivolgendo a Giulianova». (al.al.)
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