Zooprofilattico, ricorso di Fiore contro la nomina a dg di Mattioli

L’aspirante alla direzione, che lavora per la Commissione europea, contesta la propria esclusione motivata con la poca esperienza internazionale: «Va fatta una verifica ex novo dei candidati»
TERAMO. Nuove grane piombano sulla nomina di Mauro Mattioli a direttore generale dell'Istituto zooprofilattico di Teramo. Gianluca Fiore, candidato escluso dalla lista degli idonei dalla commissione giudicatrice, e membro della commissione europea con esperienza nel Centro comune di ricerca dell'Ispra, ha presentato un ricorso straordinario appellandosi direttamente al presidente della Repubblica. Fiore impugna il provvedimento contestando sia le motivazioni con cui la commissione ha escluso il suo curriculum (cioè l'assenza del requisito dell'esperienza internazionale), sia il decreto di nomina con cui il presidente della Regione Luciano D'Alfonso ha nominato per la direzione generale Mauro Mattioli. Circa l'assenza dell'esperienza internazionale Fiore, nel ricorso, dichiara che «la valutazione non ha nessuna base logica e costituisce un grossolano errore di valutazione», ma non solo. Fiore ne fa anche un problema di discriminazione: «Ritengo di essere stato oggetto di discriminazione rispetto ad altri candidati per quanto riguarda la possibilità, concessa ad altri e non a me, di fornire elementi di chiarimento circa l'esperienza internazionale. In realtà», scrive il candidato escluso, «quell'esperienza che la commissione ha giudicato assente consiste in quasi venti anni continuativi di lavoro nella Sanità pubblica veterinaria nella Commissione europea, preceduti da 13 anni di attività internazionale presso il ministero della Salute».
Fiore, impugnando il provvedimento, ha ripercorso i dissidi interni alla commissione valutatrice scaturiti proprio sull'interpretazione dei requisiti e che portarono prima alle improvvise dimissioni di Dino Mastrocola, e poi il membro dell'Agenas a non firmare il verbale dei quattro candidati idonei (Petrini, Mancuso, Mattioli e Lelli). Da qui le contestazioni sul tema dell'esperienza internazionale maturata da Mattioli. «La sua esperienza internazionale», scrive Fiore, «consiste in sette brevi periodi estivi di collaborazione con alcune università straniere dei quali l'ultimo risale al 1994». Fiore, ricordando l'assenza del parere favorevole del ministero della Salute, chiede l'annullamento della delibera, la nomina di una nuova commissione e una verifica ex novo dei candidati.
La Regione Abruzzo, poiché il presidente della Repubblica non può emettere sentenza, è ricorsa a un fondamento normativo che permette al ricorrente, o alla parte chiamata in giudizio, a richiedere la trasposizione del giudizio al tribunale amministrativo regionale per accelerarne l'esito.
Marianna De Troia
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