Addio Panella, la politica abruzzese piange il suo "guerriero"

19 Maggio 2016

Un lutto che supera le divisioni politiche: da D'Alfonso a Chiodi, passando per Vacca e Melilla tutti sentiranno l'assenza del radicale teramano

PESCARA. Cordoglio da parte di tutto il mondo politico abruzzese per la morte di Marco Pannella, a partire dal governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, che parla di «un abruzzese, un politico di razza, un guerriero per i diritti. Sebbene lontanissimi per formazione politica, tutte le volte in cui ci siamo incontrati abbiamo sempre riscontrato un'armonia cristallina data dal rispetto reciproco e dall'accordo su un tema fondamentale: la battaglia per il progresso della collettività».

«Da ragazzo - aggiunge D'Alfonso - ho ammirato il coraggio e l'intensità con cui affrontava le battaglie per i diritti civili, e assistendo ad un suo comizio negli anni Ottanta ho percepito la forza immensa con cui difendeva e propugnava le sue idee. Da adulto ho potuto confrontarmi con lui, maestro della parola e liberatore di libertà, apprezzandone le rare doti di cultura e intelligenza. Marco Pannella mancherà non solo all'Abruzzo ma all'Italia tutta, e a nome di tutta la regione lo saluto con calore fraterno».

«La mia prima tessera è stata quella radicale, ma oggi ad andarsene è l'amico prima ancora dell'ispiratore di tante battaglie radicali, non tutte mie - afferma il presidente emerito della Regione, Gianni Chiodi - Oltre al dolore, rimane la fierezza del segno che il nostro concittadino ha lasciato nella storia politica e civile di questo paese senza, per di più, aver ricoperto ruoli di governo. Senza aver avuto il riconoscimento, dovuto, di senatore a vita. Oggi tutti sono Pannella, me ne compiaccio, ma il mio auspicio è che, al di là delle frasi di circostanza, viva il suo esempio, la ricerca infaticabile di un riformismo autentico e mai fine a se stesso, mai puntato sul mero consenso ma sulla necessità di rendere più giusta, né migliore né peggiore, la nostra società».

«La scomparsa di Marco Pannella è una grave perdita per il nostro Paese - afferma la deputata Vittoria D'Incecco (Pd) - È stato un combattente vero e un grande difensore dei diritti civili. Anche se spesso non ho condiviso le sue idee, ho sempre ammirato la sua forza e determinazione. L'Italia deve molto a Marco Pannella, protagonista tenace e appassionato di tante battaglie. Ci mancherai».

«Se ne va una persona che, al di là dei giudizi - scrive su Facebook il parlamentare Gianluca Vacca (M5s) - che è sempre stato un esempio di attivismo politico e di cittadino interessato alla cosa pubblica. Sit tibi terra levis, Marco»

Il deputato Gianni Melilla (Sel) parla su Facebook di «un politico per bene, onesto, appassionato, radicale. A chi dice 'siete tutti ugualì - aggiunge - la politica e la vita di Marco dimostrano che quella affermazione qualunquistica così in voga è falsa. Si può fare politica in modo serio ed efficace».

«La notizia del trapasso di Marco mi arriva mentre sono nel suo Abruzzo che è stato presente nei suoi ultimi pensieri. Gli do solo un saluto senza retorica: sono solo uno dei tantissimi amici veri che aveva tra i cattolici», scrive Gianfranco Rotondi, presidente di Rivoluzione Cristiana.

Maurizio Acerbo, componente della segreteria nazionale del Prc, ricorda su Facebook un episodio legato a Pannella: «L'estate scorsa avevamo lanciato un presidio notturno contro lo sgombero del mercatino dei senegalesi a ‪‎Pescara‬ (quello perpetrato dal sindaco Pd ieri notte). Mi arrivò la telefonata di Marco Pannella da Roma. 'Compagno comunista se ti fa piacere avrai al tuo fianco un vecchio compagno radicale. A che ora devo essere lì a Pescara?'. Gli risposi che l'appuntamento era per le 4 del mattino. Mi rispose 'Sarò lì puntualissimo'. Poi alle 23 il Comune fece marcia indietro».

«Marco Pannella, un uomo grande, un grande uomo» scrive in una nota la senatrice del Pd Stefania Pezzopane. «Forse quello che più ha contribuito a cambiare il Paese nel campo dei diritti civili. Sono orgogliosa di averlo conosciuto, di aver discusso con lui, di aver imparato cose da lui. Fu capolista nel 1990 di Convenzione Democratica, la lista della Genziana dove sono stata eletta consigliere comunale a L’Aquila. Con me furono eletti anche l’avvocato Antonello Lopardi, Massimo Cialente, Giorgio Iraggi, Paolo Aloisi e l’indimenticabile Luciano Fabiani. Poi Pannella si dimise ed entrò Cecco Peppe in Consiglio. Ma mai dimenticherò quei mesi di straordinaria politica e di mia formazione. Sono stata di nuovo con lui recentemente a Parigi al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana dove, nonostante il grave stato di salute, si muoveva come un leone. Grazie Marco Pannella, per esserci stato sempre».