Agricoltura, apre la Fiera ma a tener banco è il Psr

22 Aprile 2016

LANCIANO. Si apre domani la 55ª fiera dell’agricoltura a Lanciano, appuntamento di livello nazionale, che quest’anno richiama 250 ditte espositrici e 200 costruttrici da quasi tutte le regioni d'Itali...

LANCIANO. Si apre domani la 55ª fiera dell’agricoltura a Lanciano, appuntamento di livello nazionale, che quest’anno richiama 250 ditte espositrici e 200 costruttrici da quasi tutte le regioni d'Italia (mancano solo Liguria e Val d'Aosta). I cancelli si apriranno alle 9 con il primo appuntamento del nutrito programma di convegni: "Il nuovo Piano Regionale di Prevenzione in Agricoltura: promozione di un sistema integrato di tutela della salute e sicurezza sul lavoro". Alle 11 la tradizionale cerimonia inaugurale presso la sala convegni con il presidente dell’Ente fiera, Franco Ferrante. Nei tre padiglioni e nella vasta area esterna saranno ospitati mezzi, macchine agricole all'avanguardia, macchine olearie e per il vino, prodotti e sistemi per le energie alternative, per le attrezzature zootecniche e poi piante, fiori e sementi.

Ma l’appuntamento della Fiera dell’Agricoltura sarà anche occasione per affrontare uno dei temi più attuali del comparto regionale: i bandi del Psr, cioè il programma di sviluppo rurale. Un piano seguito costantemente dall’assessore Dino Pepe, che dovrebbe “spingere” la produziuone, ma che secondo alcuni, marcia con troppi ritardi. Secondo il consigliere regionale Mauro Febbo (Fi, ex assessore all’Agricoltura), i giovani agricoltori sono scoraggiati nel rimanere ed investire nel comparto primario

«Oltre alla beffa dell’enorme ritardo accumulato, adesso il primo vero bando del Psr, ossia quello inerente il primo insediamento giovani, rischia di andare in un senso diverso», dichiara Febbo. In pratica, le prime bozze del bando, rivolto sia ai giovani in agricoltura sia all’ammodernamento delle aziende, sembrano scoraggiare le imprese alla partecipazione. «Nello specifico», spiega Febbo, «per il bando relativo al pacchetto giovani, si parla di uno stanziamento di soli 10 milioni di euro e considerato che il contributo per singolo giovane agricoltore sarà di 55 o 60mila euro a seconda delle zone, potremo far insediare soltanto circa 180 imprese in tutta la regione. Una goccia rispetto al mare di attese nel comparto primario, considerato che nella passata legislazione furono oltre 1.200 i giovani fruitori di questa opportunità».