Autovelox in Abruzzo, ecco la mappa delle multe irregolari

Spenti 12 impianti in Regione, il ministero dei Trasporti: non sono omologati
PESCARA
Sulle strade d’Abruzzo ci sono 97 autovelox fissi ma 12 non sono omologati e, adesso, sono stati spenti: ne restano 85. Ma presto diventeranno 87: stanno per essere accesi altri due tutor, con 4 telecamere già montate, sulla circonvallazione tra Pescara e Montesilvano, in entrambi i sensi di marcia in un tratto con limite di velocità a 90 all’ora. Sulla mappa degli autovelox irregolari i puntini rossi sono quelli di Popoli, tre impianti tutti non in regola lungo la strada Tiburtina, e poi L’Aquila, Guardiagrele, Casoli, Paglieta, San Martino sulla Marrucina, San Vito Chietino, Mosciano Sant’Angelo e Alba Adriatica. Sono questi i dispositivi che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato dal leader della Lega Matteo Salvini ha deciso di sospendere: «Dopo 34 anni, si è messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all’individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati», dice Salvini che ribadisce che «se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall’altro il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini».
MULTE IRREGOLARI
L’intervento ministeriale riguarda un cavillo giuridico che si trascina dal 1992: la differenza tra la semplice approvazione tecnica dell’apparecchiatura e la sua effettiva omologazione. Un vuoto normativo che, negli ultimi anni, ha fatto la fortuna degli avvocati con migliaia di ricorsi vinti dai cittadini proprio per la mancata rispondenza dei dispositivi ai criteri di legge.
BANCOMAT AUTOVELOX
Di certo, i soldi spesi già per le multe elevate da autovelox che poi sono stati giudicati fuorilegge non torneranno più indietro. Del resto, gli autovelox sono stati e sono ancora una gallina dalle uova d’oro per le amministrazioni comunali: secondo la classifica stilata dal portale Facile.it sui rendiconti pubblici, tra autovelox fissi e mobili, tutor e altri dispositivi di rilevazione, il Comune di Bussi sul Tirino ha incassato, l’anno scorso, 1.110.000 euro grazie alle multe scattate con un impianto installato sulla strada statale 153 della Valle del Tirino, a ridosso dello svincolo in direzione L’Aquila, in un tratto in cui c’è il limite di 70 all’ora; seguono Scafa, con 465.422 euro, e Moscufo, con 316.005 euro. «Ai piedi del podio», spiega una nota di Facile.it, «si trova Manoppello (254.493 euro), seguito da Civita d’Antino (214.390 euro), Cepagatti (204.209 euro) e Loreto Aprutino (181.169 euro). Chiudono la classifica dei primi 10 Comuni San Martino sulla Marrucina (140.641 euro), Nereto (126.821 euro) e Notaresco (126.072 euro). Guardando agli altri enti territoriali», dice ancora Facile.it, «le prime amministrazioni provinciali per incassi sono Teramo (2.118.256 euro) e Pescara (95.112 euro)».
UNO E’ IRREGOLARE
Incrociando le disposizioni del ministero di Salvini con i dati degli incassi, emerge il caso di San Martino sulla Marrucina: il comune chietino è tra i primi dieci d’Abruzzo per proventi raccolti nel 2025, ma al contempo rientra nella lista nera degli autovelox spenti poiché non in linea con i nuovi requisiti di omologazione.
LA LEGA APPLAUDE
La presa di posizione del ministero delle Infrastrutture è accolta tra gli applausi dalla Lega abruzzese: «Dopo oltre trent’anni di attesa, da oggi entrano finalmente in vigore regole chiare e uniformi sugli autovelox. Con il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato in Gazzetta ufficiale, si mette fine a una situazione di incertezza che per troppo tempo ha alimentato anche in Abruzzo contenziosi, ricorsi e polemiche», dice Vincenzo D’Incecco, coordinatore abruzzese e capogruppo in consiglio regionale, «il decreto definisce le procedure di omologazione, di verifica e di taratura iniziali e periodiche dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Da adesso in poi, dunque, gli autovelox che non rispetteranno i nuovi criteri previsti dalla normativa saranno disattivati. Anche in Abruzzo», sottolinea D’Incecco, «abbiamo assistito negli anni a numerosi ricorsi da parte di cittadini che contestavano verbali elevati con dispositivi privi della necessaria omologazione. Una situazione che ha creato confusione oltre che sfiducia nei confronti delle istituzioni. Il decreto del Mit colma ora un vuoto normativo che si trascinava dal 1992, chiarendo in modo definitivo la distinzione tra la semplice approvazione tecnica e l’omologazione dei dispositivi. La sicurezza stradale», conclude, «resta la priorità assoluta. I controlli sulla velocità sono fondamentali per prevenire incidenti e salvare vite, ma devono essere effettuati con apparecchi conformi alla legge, in modo trasparente e senza lasciare spazio ad ambiguità. I cittadini devono sapere che gli autovelox servono a tutelare la sicurezza e non a fare cassa».
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