«Che fine hanno fatto i fondi europei per la prevenzione delle catastrofi naturali?»

Prevenzione, interrogazione della Castelli (M5S) al governo: 1,3 miliardi all’Italia dopo i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia
ROMA. Come sono stati utilizzati gli 1,3 miliardi di euro di fondi europei messi a disposizione dell’Italia per la prevenzione dalle catastrofi naturali dopo i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia Romagna? La domanda, rivolta direttamente al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, la solleva in un’interrogazione parlamentare la deputata del Movimento 5 Stelle, Laura Castelli.
Che al capo del governo sottopone, innanzitutto, le parole pronunciate dalla commissaria europea per la Politica regionale, Corina Cretu, durante il dibattito della seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. «1,3 miliardi di euro sono stati messi a disposizione dell’Italia per quanto riguarda la prevenzione delle catastrofi naturali: nel 2009, a seguito del sisma a L’Aquila, nel 2012, a seguito del terremoto in Emilia - sono le parole della Cretu riportate dalla Castelli nell’interrogazione -. Bisogna vedere che fine hanno fatto questi fondi». Una questione, quella delle modalità con le quali l’Italia ha impiegato le risorse stanziate dall’Ue, di nuovo attuale dopo i terremoti che sono tornati a colpire le regioni del Centro il 24 agosto e il 27 ottobre 2016. Il 16 novembre dell’anno scorso, prosegue il testo della Castelli, «la Commissione ha ricevuto la domanda di assistenza del Fondo di solidarietà dell’Unione europea presentata dall’Italia e si è impegnata a trattarla il più velocemente possibile». Come del resto si evince dalle stesse parole della Cretu: «Noi siamo pronti a concludere il programma operativo regionale se necessario - ha detto la commissaria -, ma per quanto riguarda gli eventi degli ultimi anni in Italia si può dire che molto è stato messo a disposizione».
Insomma, quanto basta secondo la Castelli, per tornare a sollecitare «un utilizzo trasparente e dettagliato dei fondi europei, attraverso un capillare piano di interventi di prevenzione volto alla ristrutturazione del patrimonio edilizio italiano con criteri antisismici». Ricordando come, a livello europeo, il Movimento 5 Stelle si stia battendo «affinché venga scorporata dal patto di stabilità la quota di cofinanziamento dei fondi strutturali, compresi quelli per la prevenzione dei terremoti». Una richiesta di trasparenza, quindi, ma anche un durissimo atto d’accusa contro «gli enti locali governati dal Pd e dal centrodestra». Che, scrive la Castelli, «sembrano avere il record europeo negativo di sprechi, ritardi e frodi». Insomma, insiste la deputata grillina, siamo di fronte a «un fallimento pianificato, dal momento che l’utilizzo dei fondi europei avrebbe portato troppo spesso a “progetti fantoccio” e interventi d’emergenza, risultati spesso a vantaggio di imprenditori “amici”...».
Per questo la Castelli chiede al governo di chiarire, «in relazione agli interrogativi posti dal commissario europeo Cretu», come siano stati utilizzati «i fondi messi a disposizione dall’Unione europea per la prevenzione delle catastrofi naturali».
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