Delfino arenato sulla stessa spiaggia dei capodogli

26 Ottobre 2014

VASTO. Sono stati necessari sei volontari della Protezione civile del gruppo Vasto ieri mattina per rimuovere l'enorme delfino di oltre due metri arenatosi sulla spiaggia di Punta Penna la notte...

VASTO. Sono stati necessari sei volontari della Protezione civile del gruppo Vasto ieri mattina per rimuovere l'enorme delfino di oltre due metri arenatosi sulla spiaggia di Punta Penna la notte precedente. Davvero imponente l'animale che si aggiunge alla lunga incredibile lista di tartarughe, capodogli e delfini che sono morti negli ultimi 3 mesi dopo essere finiti sul demanio vastese. La carcassa del delfino di 2 metri e 200 chili di peso, è stata scoperta all'alba, a poche centinaia di metri dal punto in cui il 12 settembre si spiaggiarono 7 capodogli, 4 dei quali furono salvati da una imponente catena umana di volontari. A distanza di 40 giorni la causa dello spiaggiamento dei capodogli resta un giallo. Altrettanto misteriose sono le cause che portano un così alto numero di cetacei verso la riva vastese. Il delfino recuperato ieri mattina dai volontari della protezione civile coordinati da Eustachio Frangione, probabilmente è morto per soffocamento. L'animale è stato trovato sulla sabbia coperto dalla rena. I volontari lo hanno issato a bordo di un camioncino con grosse funi e lo hanno trasferito in contrada Buonanotte dove il Comune ha individuato un'area destinata alla sepoltura degli animali marini spiaggiati. Il recupero è stato compiuto in accordo e su autorizzazione della Capitaneria di porto. Un gruppo di curiosi ha accerchiato il cetaceo attratto dalla mole del delfino.

Solo pochi giorni fa a sud del litorale vastese si era spiaggiata una tartaruga della specie "Caretta Caretta". Non è escluso che a provocare i curiosi flussi migratori verso l'Adriatico abruzzese siano le stranezze meteo: temperature altalenanti e inusuali, clima atipico per il Mediterraneo. Sono solo ipotesi. L'unica certezza è che nel 2014 il numero di delfini e cetacei finiti sulle rive abruzzesi è lievitato in modo preoccupante.

Paola Calvano

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