Deputati e senatori in aula, ecco quanto lavorano

18 Agosto 2026

Tra progetti di legge e interrogazioni, D’Alfonso e Fina del Pd sono i più produttivi

PESCARA. Quattro progetti di legge, dal codice della strada agli importi delle pensioni di guerra da ritoccare al rialzo, e poi due interpellanze, 15 interrogazioni a risposta orale e 75 scritte più altre 35 presentate durante le commissioni, oltre a 33 ordini del giorno. È il deputato pescarese Luciano D’Alfonso del Pd il parlamentare più “produttivo” d’Abruzzo con un volume di 164 atti depositati. Dall’altra parte del Parlamento, in Senato, il più attivo degli abruzzesi è un altro del Pd, il marsicano Michele Fina con 118 atti presentati: 10 disegni di legge, 33 mozioni, 57 interrogazioni a risposta orale e 18 scritte per un totale di 118 atti, dal rispetto dei diritti umani ai fondi del Pnrr fino agli accordi tra ministero dell’Economia e Associazione di fondazioni e casse di risparmio spa (Acri).

Sono passati quasi 4 anni dal giuramento del premier Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, eletta nel collegio dell’Aquila: era il 22 ottobre del 2022, per la precisione 45 mesi fa, quando Meloni, prima donna presidente del Consiglio dei ministri, giurava sulla Costituzione. Da allora, D’Alfonso viaggia a una media di quasi un atto a settimana (3,64 al mese), un rullo compressore della politica, quasi come “Luciamion”, il protagonista del fumetto che durante la campagna elettorale per le Regionali 2014 annientava i problemi che si trovava sul suo cammino; la media di Fina è poco più di un atto ogni due settimane (2,62 al mese).

Al vertice della classifica della produttività parlamentare ci sono, come da tradizione, due esponenti dell’opposizione. La mole degli atti presentati si regge soprattutto sulle interrogazioni, atto tipico della minoranza: il deputato D’Alfonso ne ha presentate 125, compresa una sui fondi assegnati dall’amministrazione regionale Marsilio a una serie di associazioni con il bilancio 2023-2025: «Risulta all’interrogante», recita quell’interrogazione di D’Alfonso, «che tra i 1.200 beneficiari di risorse (12 milioni di euro) attribuite con un emendamento al progetto di legge “Disposizioni finanziarie per la redazione del Bilancio di previsione finanziario 2023-2025 della Regione Abruzzo” vi siano anche associazioni che hanno determinato attivismo politico locale». E allora, al governo Meloni, D’Alfonso chiede di controllare «la creativa ma discussa copertura donativa a pioggia per le misure finanziarie insorte e inserite senza alcuna reale istruttoria ad opera degli uffici competenti»: la risposta non è ancora arrivata.

Il senatore Fina ha presentato 75 interrogazioni, una delle ultime riguarda le aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili censite dalla Regione: «Si chiede di sapere quali iniziative il ministro dell’Agricoltura intenda assumere per assicurare la salvaguardia della superficie agricola utilizzata e delle produzioni agricole strategiche nelle procedure di individuazione delle aree destinate a impianti da fonti rinnovabili». D’Alfonso e Fina, se sono una spina nel fianco del centrodestra con le loro interrogazioni, non sono tra i più presenti in aula secondo i dati di Open Parlamento: il tasso di presenze di D’Alfonso è del 52,2%, quello di Fina è più alto, 83,3%. Il più presente di tutti, quasi un onnipresente visto il suo 98,5%, è il senatore aquilano Guido Liris di FdI: oltre a non mancare quasi mai alle votazioni, Liris è anche uno che si fa sentire con un ruolino di 6 disegni di legge presentati, dalla prevenzione del suicidio fino all’istituzione della Rete nazionale dei presepi viventi, e poi 9 mozioni, tre risoluzioni, un’interrogazione sull’appalto da 1,2 miliardi per le mascherine ai tempi dell’emergenza Covid in cui si denunciano «ingenti danni procurati allo Stato», 83 pareri da estensore di ddl e 8 volte relatore ddl.

Tra i deputati, dopo D’Alfonso, ci sono la chietina Daniela Torto del M5S con 119 atti e il rosetano Giulio Sottanelli di Azione (94 atti). A seguire poi spunta il primo uomo della maggioranza, il pescarese Guerino Testa di FdI: tre progetti di legge, tre interpellanze, un’interrogazione orale, altre tre scritte e 12 presentate in commissione, oltre a 20 ordini del giorno. Tra le interrogazioni di Testa una riguarda «presunti illeciti e anomalie circa la gestione degli appalti di lavori attuata dal comune di Teramo nel periodo compreso tra il 2019 e la prima metà del 2022». Il deputato meno produttivo, almeno così dicono i dati, è il romano (ma eletto in Abruzzo) Fabio Roscani, storico leader di Azione universitaria: 8 gli atti depositati in Parlamento.

Tra le sue due interrogazioni, una è dedicata a un convegno della Cgil svolto nell’aula magna dell’università di Teramo concessa gratis: «Gli spazi accademici», recita l’interrogazione, «non possono diventare teatri di congressi sindacali deliberatamente politicizzati, dando inoltre la possibilità di esibire simboli identificativi con lo scopo evidente di pubblicizzare l’attività del sindacato in questione anche a tutta la comunità studentesca, trasmettendo un messaggio di indirizzo politico nei luoghi di studio». Tornando al Senato, la sulmonese Gabriella Di Girolamo del M5S vanta 62 atti presentati, tra cui 48 interrogazioni, dall’«allarmante situazione della casa di reclusione di Sulmona» fino alla ricostruzione delle case popolari di Teramo. Il vastese Etel Sigismondi, coordinatore regionale FdI, è autore di tre disegni di legge, l’ultimo sulla «dichiarazione di monumento nazionale della piazza Caduti di Marcinelle e della cappella delle Vittime di Marcinelle a Manoppello» approvato all’unanimità.

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