E per la nomina del Garante è tutto fermo dopo il ricorso al Tar della Bernardini

In fase di stallo la scelta per il Garante dei detenuti, l’autorità prevista dal 2011 e che dovrà vigilare sui diritti e le condizioni di vita nelle carceri abruzzesi sovraffollate e dove troppi sono...
In fase di stallo la scelta per il Garante dei detenuti, l’autorità prevista dal 2011 e che dovrà vigilare sui diritti e le condizioni di vita nelle carceri abruzzesi sovraffollate e dove troppi sono i casi di suicidio e autolesionismo. A bloccare l'iter è stata l'esclusione di uno dei 16 candidati, Rita Bernardini (foto), segretaria di Radicali italiani ed ex deputata. Infatti nei suoi confronti è stata eccepita una incompatibilità ed è scattata l'estromissione. In sostanza è stata esclusa dalla competizione elettorale a causa delle condanne riportate per la disobbedienza civile (legalizzazione cannabis). Gli avvocati Paolo Mazzotta, Giuseppe Rossodivita e Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi, hanno depositato il ricorso al Tar e il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ha chiesto all'ufficio legale della regione di approfondire la questione. Il garante, una volta risolta la vicenda amministrativa, arriverà a ben quattro anni dalla legge che l’ha introdotto. «Mi sono messo a ridere, poi a piangere», ha scritto su “Il Foglio” Adriano Sofri colpito dai motivi dell’esclusione della Bernardini. Tra l’altro Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi fa saparere che la propria candidata, dopo tre giorni di sciopero della fame, è ritornata sul tema carceri ringraziando il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, il quale si era subito attivato con il Consiglio per risolvere tempestivamente i problemi alla base dell'azione nonviolenta intrapresa dalla segretaria di Radicali Italiani.

