Elisoccorso in Abruzzo. Scontro totale tra Pd e Fdi. E Ora spuntano tre esposti

Il Pd porta gli atti alle Procure di Pescara e L’Aquila e alla Corte dei conti.
PESCARA
In tutto sono tre gli esposti: uno è stato presentato alla Procura di Pescara, un altro a quella dell'Aquila e il terzo alla Procura regionale della Corte dei conti. L'appalto dell'elisoccorso del 118, un affare da 25 milioni di euro, non è più soltanto un caso politico che oppone il Pd e Fratelli d'Italia: da ieri è anche un caso giudiziario, l'evoluzione delle polemiche dei giorni scorsi.
La firma sugli esposti è proprio quella dei consiglieri regionali del gruppo Pd, a partire da Antonio Blasioli e Pierpaolo Pietrucci, i due che hanno contestato la procedura gestita dall'Areacom, l'agenzia regionale dei grandi appalti, per il cambio gestore dopo quasi 10 anni: Blasioli ha annunciato anche un'interrogazione parlamentare dei Dem citando addirittura il sottosegretario Prisco e il ministro dell'Interno Piantedosi; Pietrucci ha chiesto gli atti dell'appalto all'Areacom ma la risposta del direttore Donato Cavallo è stata un no perché è «tutt’ora in corso di perfezionamento la definizione dei termini (economici e tecnico-operativi) dell’affidamento ponte».
Alla magistratura, penale e contabile, i Dem chiedono di indagare se ci sono irregolarità nel bando poi sfociato in un affidamento diretto a una ditta di Roma, la Elitaliana T&A srl che tra i soci vede anche l'ex sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi del centrodestra. Ma, negli esposti dell'opposizione, non si parla soltanto dell'aspetto amministrativo: il Pd avanza «dubbi» sulla sicurezza, sull'efficacia e sui tempi dei soccorsi degli elicotteri in dotazione a Pescara e all'Aquila. Secondo l'opposizione, al posto dei velivoli Aw139 del precedente affidamento ci sono gli Aw109 che non garantirebbero le stesse prestazioni, soprattutto nelle aree interne. Una tesi, quella del Pd, che per i responsabili delle basi Hems di Pescara e L'Aquila, Aurelio Soldano e Franco Marinangeli, non sta in piedi: Soldano e Marinangeli hanno assicurato che i soccorsi sono regolari anche con l'Elitaliana. Gli esposti raccontano di due fronti paralleli che però si incrociano.
Questi sono i punti fermi del caso: il 15 settembre scorso, dopo 4 anni in proroga, è scaduto l’appalto dell’elisoccorso affidato alla Avincis Aviation Italia fin dal 2015. Alla scadenza di quel contratto, l’Abruzzo ha rischiato di restare senza elisoccorso: una paralisi sventata soltanto grazie a una rete di solidarietà tesa da Lazio, Marche e Umbria «con il supporto di vigili del fuoco e guardia di finanza». Una procedura almeno a ostacoli: due gare d'appalto milionarie durante il periodo in proroga alla Avincis sono andate deserte, una nel 2025 e un'altra nelle settimane scorse. L’Areacom ha tentato anche una strada alternativa, cioè le consultazioni di mercato, avviando a inizio 2026 un’indagine di mercato in sinergia con le Regioni Calabria e Sicilia per verificare la fattibilità di un maxi-appalto sovraregionale. Ma anche questa possibilità è finita in un vicolo cieco. Poi, l’emergenza è stata superata con l'avvento della Elitaliana: un affidamento “ponte” triennale fino al 20 settembre 2029, in attesa di una gara d'appalto di 9 anni. Un “ponte” perché, dice l’Areacom sul verbale di affidamento, «come emerso dalle consultazioni di mercato, per l’approvvigionamento di velivoli nuovi occorre prevedere una tempistica di 36 mesi dall’ordine». Ma tre anni sono troppi: «La tempistica è incompatibile con la stringente necessità di garantire il servizio per cui occorre procedere ad una soluzione-ponte».
Per l’impresa romana è stato un ritorno in Abruzzo: una trentina d’anni fa, la Elitaliana aveva operato già qui mettendo le basi del soccorso dal cielo; nel 2015, poi, la stessa ditta era arrivata seconda quando l’appalto quinquennale era stato vinto dalla Avincis: con un ricorso, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, la Elitaliana aveva tentato di ribaltare l’esito di quella gara curata dalla Asl di Pescara ma il quadro non era cambiato.
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