Gerardis contrattacca: «Non esagero, per la bonifica necessari 8mila camion di rifiuti»

5 Febbraio 2017

«I 154.500 metri cubi di rifiuti, per uno spessore medio di più di quattro metri e mezzo, della sola discarica Tre Monti sono reali e costituiscono uno dei problemi più gravi di quest'area: pensate...

«I 154.500 metri cubi di rifiuti, per uno spessore medio di più di quattro metri e mezzo, della sola discarica Tre Monti sono reali e costituiscono uno dei problemi più gravi di quest'area: pensate ai costi di una bonifica che in gran parte dovrà consistere nella rimozione della fonte di contaminazione. Non è vero che ho esagerato con il calcolo dei quasi 8 mila camion. Anzi, consultandomi con chi ne sa più di me, ho la certezza che sia una stima per difetto, perché i rifiuti seppelliti occupano meno spazio di quelli posti su un mezzo di trasporto». Così l'avvocato dello stato Cristina Gerardis, che è anche direttore generale della Regione, nel suo intervento nel processo in Corte d'Assise d'Appello all'Aquila sulla cosiddetta mega discarica dei veleni di Bussi della Montedison, alla penultima udienza.

Nel confermare dati allarmanti e nel bacchettare le difese dei 19 imputati, alla sbarra per avvelenamento e disastro ambientale, che hanno espresso dubbi, la Gerardis ha fatto accenno al futuro della mega area inquinata. In particolare citando la problematica della bonifica, operazione per la quale a oggi si è fermi. Questo alla luce del fatto che la gara pubblica di circa 50 milioni di euro bandita dal commissario governativo Adriano Goio, scomparso nello scorso marzo, da mesi attende l'apertura delle offerte economiche, e della latitanza dei privati, con i solleciti del ministero dell'Ambiente disattesi. «È stato detto che ho esagerato nella stima del quantitativo dei rifiuti», ha spiegato l'avvocato, «forse ha colpito il numero dei camion. Colpisce, è vero. Ma non è una boutade mediatica. E dico pure che respingo la descrizione della linea difensiva erariale come “ad effetto” per colpire e impressionare, in quanto, secondo chi la descrive così, priva di contenuti».