Guida al rompicapo dell’Isee Cosa chiede, da chi farsi aiutare

29 Gennaio 2015

E’ la certificazione del reddito, indispensabile per ottenere agevolazioni su servizi e pagamenti Ma le nuove regole 2015 complicano la compilazione e i Caf lanciano l’allarme: si rischia il collasso

PESCARA. Anche gli abruzzesi sono alle prese con il “rompicapo” Isee. L'Abruzzo si sta scontrando con nuovi modelli e regole per l'indicatore della situazione economica equivalente - noto come "riccometro" - che con il nuovo anno sono cambiate.

I soggetti preposti a svolgere il ruolo di intermediari, allora, corrono ai ripari e provano ad aggiornarsi, spesso in un contesto caratterizzato dall'incertezza, mentre i cittadini cercano di capire come sia cambiato uno strumento fondamentale per il riconoscimento dei propri diritti.

LA CERTIFICAZIONE. Sono migliaia e migliaia gli abruzzesi che ogni anno richiedono l'Isee. Fondamentale per accedere in maniera agevolata ad alcune prestazioni sociali o assistenziali nelle più svariate forme, in Abruzzo la certificazione viene richiesta soprattutto per quanto riguarda il trasporto scolastico e le mense, l'acquisto di libri scolastici, borse di studio per la riduzione delle tasse universitarie, prestazioni a sostegno della maternità, bonus gas ed energia, Social card, ricovero per anziani in Rsa.

Tre, principalmente, le fasce interessate: anziani, minori e studenti universitari. Nell'ultimo periodo, complice la crisi, sono aumentati coloro che richiedono l'Isee per ottenere la rimodulazione delle rate di Equitalia o di altre agenzie di riscossione.

DOVE ANDARE. La certificazione dell'Isee è gratuita. Gli utenti possono rivolgersi ai Centri di assistenza fiscale (Caf), nei Comuni che offrono il servizio, direttamente nella sede dell'Inps o dai commercialisti abilitati. In alternativa è possibile seguire la procedura sul sito dell'Istituto di previdenza (magari facendosi aiutare da un nipote se si è un po’ avanti negli anni) . La compilazione, però, è piuttosto complessa. Volendo procedere autonomamente, per la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) necessaria per ottenere l'Isee, si può chiedere il supporto del commercialista, ma la prestazione sarà a pagamento.

CHE COSA CAMBIA. Dal primo gennaio è entrato in vigore il nuovo Isee e sono cambiate le regole di calcolo. «Il nuovo modello», sottolinea il responsabile Caf della Cisl Abruzzo, Andrea Paoloni, «ha sicuramente criteri di maggiore equità sociale e correttezza fiscale, ma è più complicato sia per i cittadini che per gli operatori». «Per i cittadini», spiega il coordinatore regionale Responsabili fiscali della Cisl, Domenica Paris, «la novità principale è la necessità di dover procurare un gran numero di dati, sicuramente più degli anni precedenti. Bisogna arrivare da noi con del materiale piuttosto corposo, dopo essere andati nelle banche o alle Poste, per ottenere le informazioni relative ai conti correnti, e dopo aver recuperato tutto ciò che riguarda buoni, azioni e investimenti. Per quanto riguarda le banche, si sta firmando un accordo con l'Abi in modo che tutti siano in grado di fornire la giacenza media sul conto; oggi è difficile ottenerla e ci risulta che ad alcuni utenti venga richiesto un pagamento».

«Per noi operatori», aggiunge il coordinatore, «aumenta notevolmente il lavoro, i tempi di elaborazione sono più lunghi e l'attenzione deve essere maggiore. Cerchiamo di guidare il cittadino e lo informiamo, ma non si riesce solo con un passaggio o due a concludere e si è costretti a tornare più volte. Dal momento in cui siamo in grado di inviare la documentazione sono necessari almeno dieci giorni affinché l'attestazione Isee torni indietro».

CONFUSIONE. L'entrata in vigore delle nuove regole ha creato parecchia confusione e sono tanti, in Abruzzo, gli enti che stanno cercando di organizzarsi. In molti, ad esempio, stanno dando delle proroghe rispetto alle domande per le agevolazioni, cercando di capire come gestire il tutto e in attesa di riformulare la modulistica.

LA POLEMICA. Entrate in vigore le nuove regole, mancava la convenzione tra l'Inps e i Caf. In Abruzzo la Cisl ha continuato a fornire gratis l'assistenza, ma tanti altri centri a supporto dei cittadini si sono fermati. Nei giorni scorsi è arrivata la firma della convenzione che prevede il blocco per sei mesi dei compensi dei Caf. «Senza un aumento congruo dei compensi», sottolinea Paoloni, «non saremo in grado di garantire la continuità del servizio sul lungo periodo». Ergo: chi è interessato si sbrighi.

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