Il ritorno all’orto cittadino: cibo sano e occupazione
Il progetto Coldiretti contro crisi e degrado condiviso sempre da più giovani Formati i primi “tutor”, adesso tocca ad enti pubblici e istituti scolastici
PESCARA. Voglia di contatto con il verde, di cibi genuini, la tutele e il rispetto per l’ambiente: sono i motivi principali che spingono sempre più cittadini ad avvicinarsi all’agricoltura e nel caso specifico alla cura degli orti. Un ritorno all’antico contro la crisi e anche per trovare occupazione.
Basti pensare che in Abruzzo i primi 15 trainer dell’orto (Assunta Schiazza, Giovanni Paolucci, Jessica Crognale, Alex Petrella, Romeo Pulsoni, Antonella Tsamblacos, Eleonora Sablone, Lorenzo Di Persio, Matteo Colarossi, Simona Scatoletta, Stefania Del Grammastro, Bruno Petrini, Carlo De Lauretis, Roberta Tulii) hanno un’età compresa tra i 25 e i 40 anni, una laurea o un diploma, oltre alla passione smisurata per ciò che è verde. Spetta a loro ora promuovere questa nuova cultura per la quale non serve neanche avere la disponibilità di un appezzamento di terra. Esiste infatti il “kit del contadino Giò”, che consiste in un cassone in legno con terriccio e sistema di irrigazione integrato, di facile utilizzo.
L’idea è venuta da Coldiretti che ha avviato i corsi pilota nel corso del progetto di Campagna Amica per la valorizzazione degli orti urbani, scolastici e di campagna. Un’occasione per toccare con mano quanto, complice la crisi, sia cresciuto nei cittadini il desiderio del fai da te nella coltivazione di piante ad uso alimentare.
Da qui, anche in Abruzzo la richiesta di figure specifiche come i tutor dell’orto e il proliferare di aree verdi prima abbandonate e ora destinate a orti pubblici, con particolare riferimento alla provincia di Pescara.
«I tutor dell’orto sono imprenditori agricoli o tecnici agronomi in grado di dare consigli pratici ai gestori del terreno sulle tecniche di coltivazione e su dove rifornirsi di mezzi tecnici di produzione, dalle sementi alle piantine, dal concime agli attrezzi», spiega il direttore di Coldiretti Abruzzo Alberto Bertinelli, «una nuova figura professionale che risponde alla specifica esigenza di consulenza per la valorizzazione di terreni abbandonati da destinare alla coltivazione di ortaggi e piccoli frutti magari nell’ambito di progetti di recupero sociale o di educazione didattica».
Daniele Taffon, responsabile nazionale della rete degli orti urbani della Fondazione Campagna Amica, Eleonora Sablone, esperta in progettazione di orti urbani e scolastici, Fabio Di Pietro, responsabile fondi strutturali di Coldiretti Abruzzo, hanno spiegato come funziona il sistema e inquadrato anche le possibili fonti di finanziamento e i contributi previsti per chi vuole realizzare un orto in città, a scuola o in campagna.
Gli Enti che vogliono rinvigorire aree verdi attualmente abbandonate potranno servirsi dei tutor in grado di fornire ogni genere di informazione e consulenza agronomica. E sono diversi gli istituti scolastici che hanno inserito la coltivazione dell’orto nel programma di educazione alimentare per far capire meglio agli studenti il ciclo vitale delle piante di cui ci nutriamo.
Finora hanno aderito al progetto sugli orti 20 enti tra amministrazioni, associazioni, scuole e aziende agricole. E di questi orti, 8 sono nella provincia di Pescara, 5 in quella di Chieti, 5 a Teramo e 1 all’Aquila.(cr.re.)
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