In Abruzzo calano i residenti e aumenta la cassa integrazione

Il saldo demografico resta negativo: meno 7.514 abitanti nonostante i 6.497 migranti arrivati. L’occupazione è in crescita sopra la media nazionale (62,4%). I pensionati sono 343mila
L’AQUILA. Una regione che cresce, con un Pil in linea con il dato nazionale che, per la prima volta, supera la soglia dei 40 miliardi di euro. E una delle regioni del Mezzogiorno con il reddito medio pro-capite più elevato pari a 32.100 euro, dove cresce l’occupazione, ma resta una forte disparità di genere nel mondo del lavoro. Il rendiconto sociale Inps, illustrato ieri all'Aquila, dal direttore generale della sede abruzzese Antonello Crudo, mette in evidenza luci e ombre di una regione che trova, nel saldo demografico negativo, con 7.514 residenti in meno, solo in parte compensati dai flussi migratori (+ 6.497), una delle maggiori criticità. Ora, i residenti in Abruzzo sono 1.269.571.
Il quadro del mercato del lavoro è articolato. Nel 2025, il saldo tra assunzioni e cessazioni risulta positivo, con 189.418 nuove assunzioni e 181.393 cessazioni. Più nel dettaglio, rispetto al 2024 sono diminuite le assunzioni a tempo indeterminato, passate da 29.417 a 28.607, così come i contratti a termine, da 164.708 a 160.811, e le assunzioni con contratto a tempo parziale, che passano da 81.061 a 77.154. In crescita il tasso di occupazione, che passa dal 58,4% del 2022 al 62,4% del 2025 e colloca l’Abruzzo a valori sostanzialmente in linea con la media nazionale. La disoccupazione è scesa dal 9,4% del 2022 al 6,6% nel 2025. Anche la percentuale degli inattivi si è ridotta, passando dal 35,3% al 33,0%. Lo scorso anno, il ricorso alle prestazioni erogate in caso di disoccupazione risulta in linea con l’anno precedente, ma in aumento nel quadriennio, con un numero di beneficiari che passa da 77.294 nel 2022 a 82.041 nel 2025 (+6,1%). Cresce il ricorso alla cassa integrazione, che passa da 4.114.499 ore nel 2022 a 4.634.896 ore nel 2025.
«L’Inps è un player del welfare importante e le cifre ce lo dimostrano: nel 2025 sono state erogate oltre 8 miliardi di prestazioni a tutta la cittadinanza. I beneficiari sono oltre il 70% dei residenti della regione e questo fa capire il ruolo dell’istituto in un tessuto sociale come quello abruzzese», spiega Crudo, «il fattore su cui concentrarsi è demografico: siamo in questo lungo inverno demografico che ci deve portare a un deterioramento del rapporto attivi-pensionati, ma devo dire che i numeri dei bilanci tecnici ci dicono che per il mondo dei dipendenti privati non ci sono grossi problemi di sostenibilità. C’è un processo del sistema pensionistico in cui vede che l’età media di accesso al pensionamento cresce, quindi il sistema alla fine sta trovando, all’interno delle varie normative che si sono succedute, le sue risposte».
I pensionati abruzzesi sono 343.912; sono 21.987 i titolari di assegno sociale e 71.294 i beneficiari di accompagnamento e pensione invalidità civile. «I dati del rendiconto confermano una perdurante disparità di genere anche in Abruzzo, in particolare per quanto attiene i livelli occupazionali», aggiunge Crudo, «con una maggiore incidenza dei contratti a termine e part-time per le donne, livelli retributivi e trattamenti pensionistici più bassi». Sul fronte delle entrate contributive, nel 2025 la riscossione ordinaria ha raggiunto complessivamente i 3,58 miliardi di euro, registrando un incremento del 16,8% rispetto all’anno precedente. Il numero delle ispezioni effettuate dall’Inps nella regione è diminuito, passando da 556 nel 2024 a 414 nel 2025. L’accertato contributivo è pari a 28,4 milioni di euro, con un incremento del 17,8% rispetto al 2024.
«Le riforme in materia di pensioni, previdenza e sostegno alle lavoratrici stanno producendo i primi risultati», il commento del presidente della Regione Marco Marsilio (FdI), «l’aumento delle entrate contributive è un dato significativo, perché indica meno evasione e una maggiore capacità del sistema economico di creare lavoro e distribuire ricchezza. Quanto all’occupazione, i numeri confermano che l’Abruzzo è sulla strada giusta. Dobbiamo proseguire con decisione lungo il percorso delle riforme e rafforzare la collaborazione tra istituzioni per offrire servizi sempre più efficienti ai cittadini».
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