L’Abruzzo che brucia: 168 roghi in 38 giorni

Il “grazie” del prefetto agli operatori: «Questo luogo non chiude mai»
L’AQUILA
«Questo è un luogo che non chiude mai». Il prefetto dell’Aquila Vito Cusumano sceglie poche parole per raccontare il senso della sua visita, ieri mattina, all’Agenzia regionale di Protezione civile e alla Centrale unica di emergenza 112. Non una passerella istituzionale, ma un gesto concreto di riconoscenza e vicinanza verso chi, continua a garantire senza soste controllo del territorio, sicurezza dei cittadini e gestione delle emergenze. Ad accompagnarlo il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli, che ha accolto il prefetto insieme agli operatori impegnati in queste settimane particolarmente intense. Un incontro arrivato dopo un mese di forte pressione operativa, segnato dalla campagna antincendio boschivo che - prima ancora di essere conclusa - ha già superato per intensità alcuni dei numeri dell’intera campagna Aib dello scorso anno. Dal 4 luglio al 10 agosto infatti sono stati 168 gli eventi gestiti sul territorio regionale, con 8.208 unità di personale, 2.682 mezzi e 220 ore di volo dell’elicottero regionale.
UN MESE DI PRESSIONE
«Non volevo essere d’intralcio al vostro lavoro» ha detto Cusumano rivolgendosi al personale «ma semplicemente portarvi un saluto e soprattutto un ringraziamento per il lavoro che svolgete. Questo è un luogo che non chiude mai». Il prefetto ha sottolineato la complessità di una fase ancora non del tutto conclusa e la capacità delle diverse componenti del sistema di integrarsi nella gestione dell’emergenza. «Tutti i componenti si sono integrati nella gestione di questo momento abbastanza complesso» ha aggiunto «che è ancora in corso, sebbene in una fase evolutiva che ci auguriamo possa portarci alla cessazione dell’emergenza». Un lavoro che, ha osservato, «ha messo a dura prova tutte le strutture» e che richiede ora la stessa professionalità anche nella gestione dell’ulteriore afflusso di persone previsto per Ferragosto. Il prefetto ha richiamato anche l’attenzione sulla prevenzione, soprattutto nei centri più piccoli e nelle aree maggiormente frequentate durante l’estate. «Bisogna fare attenzione anche all’accensione dei fuochi controllati» ha spiegato «perché possono innescare aree vicine e creare ulteriori pericoli». In una stagione segnata da temperature elevate e cambiamenti climatici, la prevenzione diventa dunque parte integrante della risposta all’emergenza.
IL VALORE
A raccogliere il messaggio del prefetto è stato Scelli, che ha trasformato il ringraziamento in un riconoscimento pubblico al personale dell’Agenzia. «Accanto ai volontari della Protezione civile, che sono una risorsa preziosissima, ci sono dirigenti, funzionari, capi ufficio e dipendenti. Sono loro che, accanto alla professionalità, mettono il cuore e la passione». Scelli ha raccontato di uomini e donne che in questi giorni hanno messo da parte impegni familiari e personali per garantire la continuità del servizio. «Queste non sono persone normali» ha sottolineato. «La mattina entrano in ufficio senza sapere quando riusciranno ad andare via e, quando lo fanno, spesso se ne vanno con l’angoscia e quasi con il senso di colpa di averlo abbandonato». Da qui l’appello alla politica: «Spero che questo diventi un motivo di riflessione: queste persone vanno incentivate, sostenute, devono vedersi riconosciuti i loro diritti. Vanno premiate ed elogiate pubblicamente». E il riconoscimento del prefetto, per Scelli, «ci gratifica, ci motiva e ci dà ancora più forza e coraggio». Il direttore ha poi ribadito il sostegno ricevuto dalle istituzioni durante l’emergenza. Un punto sul quale il direttore dell’Agenzia vuole essere particolarmente chiaro, anche alla luce delle critiche espresse nei giorni scorsi sul sindaco dell’Aquila. «Contrariamente a quello che si è detto, io ho avuto tutto quello di cui avevamo bisogno» ha spiegato Scelli «dal Comune e al sindaco Pierluigi Biondi, che pur non presente fisicamente, ha riposto la massima fiducia in tutti noi, garantendo il pieno sostegno di tutta la macchina amministrativa ed organizzativa comunale. E, con una battuta, posso dire che forse la sua non presenza fisica è stata persino utile: con grande garbo istituzionale ha scelto di fare un passo indietro, lasciando a chi aveva quel ruolo la responsabilità di operare, mentre il Comune ha risposto puntualmente a tutte le nostre esigenze». Un ringraziamento esteso anche alla struttura regionale e a chi ha garantito le risorse necessarie per affrontare un’emergenza che, sottolinea Scelli, «costa forse già il doppio di quella dello scorso anno».
IL 112 Il prefetto ha quindi incontrato anche gli operatori del 112. E proprio lì, mentre Cusumano parlava, i telefoni continuavano a squillare. Le chiamate non si sono fermate nemmeno durante la visita: il lavoro della Centrale unica di emergenza non può aspettare, neppure per un momento istituzionale. «Vi ringrazio per la professionalità e per l’attaccamento a questa importante funzione strategica – ha detto il prefetto agli operatori – e per i sacrifici che fate, conciliando esigenze personali, familiari e lavorative. Il vostro lavoro è fondamentale». I numeri, anche qui, raccontano la pressione affrontata dal sistema. Dall’inizio della campagna AIB al 10 agosto, il Nue 112 Abruzzo ha gestito 65.531 telefonate, con una media di circa 2.427 chiamate al giorno e un picco superiore alle 3 mila segnalazioni nei momenti di maggiore criticità. 34.608 chiamate sono state trasferite alle centrali operative di secondo livello, mentre il restante 47% circa è stato filtrato dagli operatori perché riconducibile a emergenze già segnalate. Con i tempi che confermano la capacità di risposta della macchina dell’emergenza: l’attesa media dell’utente è stata di 5,8 secondi, mentre il tempo medio di gestione della chiamata si è attestato a 49,7 secondi. Numeri che fotografano una stagione particolarmente impegnativa, con eventi distribuiti su tutto il territorio regionale e una concentrazione significativa nelle province di Chieti, Teramo e L’Aquila, oltre ai numerosi interventi nel Pescarese.
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