Lavoro, i sindacati: l’Abruzzo è al punto di non ritorno
PESCARA. «È urgente definire strategie, priorità e modalità operative per reagire a processi che non fanno intravedere alcuna spontanea inversione di tendenza». È quanto affermano Cgil, Cisl e Uil...
PESCARA. «È urgente definire strategie, priorità e modalità operative per reagire a processi che non fanno intravedere alcuna spontanea inversione di tendenza». È quanto affermano Cgil, Cisl e Uil regionali che, tornando sui dati Istat relativi alla situazione lavorativa, evidenziano la necessità di «dare seguito al confronto con il presidente Luciano D'Alfonso», per condividere «un programma di azioni chiare negli obiettivi e nei tempi di realizzazione».
Secondo i segretari regionali Gianni Di Cesare (Cgil), Maurizio Spina (Cisl) e Roberto Campo (Uil) i dati Istat «evidenziano un salto di qualità negativo nella crisi del lavoro» e l'Abruzzo «presenta dati inequivocabilmente meridionali: si allontana dal processo di convergenza verso il Centro Italia e si accrescono le differenze tra Nord e Sud in un contesto recessivo, deflattivo e di distruzione di posti di lavoro».
«Il confronto a livello nazionale», aggiungono, «è decisivo per costruire una risposta alla crisi che metta al primo posto la difesa dei posti di lavoro e la creazione di occupazione, ma non è sufficiente, perché i dati del Mezzogiorno e dell'Abruzzo dimostrano che c'è anche una specificità territoriale negativa da affrontare, a livello nazionale e locale».
Secondo le tre sigle, bisogna definire anche «modalità efficaci di confronto e decisione tra la Regione e le organizzazioni rappresentative del lavoro e dell'impresa. Cgil, Cisl e Uil hanno inoltre richiesto incontri ai componenti della giunta regionale su diversi temi, fra i quali la ricostruzione post-sisma; l'istituzione dell'unità di crisi e politica industriale regionale; la legge urbanistica regionale; la riorganizzazione dell'edilizia pubblica e popolare; il Servizio idrico integrato; le politiche di smaltimento dei rifiuti; il Servizio sanitario regionale; la costruzione delle premesse per un Piano regionale socio-sanitario; la programmazione 2014-2020 in agricoltura; gli ammortizzatori in deroga e copertura dell'effettivo fabbisogno finanziario per il 2014; Garanzia Giovani; politiche attive del lavoro.

