il caso

Mancano i presidi nelle scuole. Il caso Abruzzo arriva a Valditara

20 Agosto 2026

Il deputato di Azione Sottanelli presenta un’interrogazione parlamentare: «Su 17 assegnazioni, solo 5 saranno interessate da nuove nomine. In 12 casi si andrà avanti con le reggenze»

L’AQUILA

Sono 17 le sedi di dirigenza scolastica da coprire in Abruzzo in vista dell’avvio del nuovo anno. Di queste, soltanto 5 saranno interessate da nuove immissioni in ruolo, mentre le altre 12 saranno affidate a dirigenti scolastici già titolari di un altro istituto. Una situazione che riaccende il dibattito sulla gestione delle scuole e che ha spinto il deputato di Azione Giulio Sottanelli ad annunciare la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.

PRIORITA’ ALLE AREE INTERNE

Il nodo riguarda il criterio utilizzato per la distribuzione delle poche assegnazioni disponibili. Secondo la ricostruzione di Sottanelli, il criterio indicato dal ministero attribuisce priorità alle aree interne, indirizzando gran parte delle assegnazioni verso la Marsica e il Chietino. Una scelta che finisce però per lasciare scoperte numerose scuole del Teramano e del Pescarese, territori che potranno contare complessivamente su una sola nuova assegnazione, nonostante la presenza di istituti con una popolazione studentesca numerosa e strutture complesse da amministrare.

LE REGGENZE

«Dodici scuole su 17 non avranno un dirigente proprio, e stiamo parlando di istituti con centinaia di studenti, personale, bilanci e responsabilità di sicurezza», sottolinea il parlamentare. «La reggenza è uno strumento pensato per le emergenze brevi, non per gestire più anni scolastici. Quando diventa la condizione ordinaria di due terzi dei posti vacanti di una regione, il problema non è più locale ma nazionale». Le reggenze consentono di affidare la guida di un istituto a un dirigente scolastico già titolare di un’altra scuola. Una soluzione utilizzata per garantire la continuità della gestione quando una sede non può essere affidata a un dirigente titolare, ma che può determinare una maggiore difficoltà nel seguire quotidianamente le esigenze di più comunità scolastiche. Nel sistema esistono inoltre le cosiddette «sedi nominali», formalmente coperte da un dirigente ma nelle quali il titolare non presta servizio perché temporaneamente assente per comando, distacco, aspettativa o altre posizioni di stato. Anche queste situazioni possono comportare il ricorso alla reggenza.

LA PROPOSTA

Nell’interrogazione annunciata, Sottanelli punta l’attenzione proprio su questo aspetto e chiede al ministro quanti siano in Abruzzo i dirigenti di ruolo che non prestano servizio nella scuola di titolarità perché collocati in posizione di comando, distacco o utilizzazione presso uffici ministeriali, uffici scolastici regionali o altri enti. Da qui la proposta di utilizzare gli idonei dei concorsi per dirigenti scolastici attraverso incarichi a tempo determinato, limitati al periodo di assenza del titolare. Si tratta, sottolinea il deputato, di una proposta organizzativa per ridurre il ricorso alle reggenze e non di una misura già prevista dalla normativa vigente. «Abbiamo persone che hanno superato una selezione pubblica e che oggi non vengono impiegate», osserva Sottanelli. «Allo stesso tempo abbiamo dirigenti di ruolo che lavorano stabilmente altrove, in mansioni che non hanno nulla a che vedere con la conduzione di una scuola, mentre gli istituti che dovrebbero dirigere restano scoperti. Chiedo al ministro quanti siano questi casi in Abruzzo e se il ministero intenda valutare strumenti che consentano agli idonei di coprire tali assenze per il tempo necessario». Per il deputato non si tratterebbe di una sanatoria né di un aggiramento delle procedure concorsuali, ma di una misura organizzativa capace di garantire una presenza stabile alla guida degli istituti. «È un modo», conclude, «per evitare che a pagare le conseguenze di problemi di programmazione siano studenti, famiglie e personale scolastico».