Marcinelle. A 70 anni dalla tragedia le celebrazioni per le vittime

In piazza a Manoppello l’anteprima del docufilm “Il fiore delle terre nere” di Braga
PESCARA
A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956 nella miniera del Bois du Cazier, il Governo Italiano vuole ricordare tutti i nostri connazionali caduti sul lavoro, sia in patria sia all’estero, invitando le Amministrazioni pubbliche a promuovere e sostenere iniziative allo scopo di onorarne la memoria.
Ieri il minuto di silenzio in Consiglio regionale, voluto dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia, in memoria delle vittime del disastro minerario, che ha segnato una delle pagine più drammatiche dell’emigrazione italiana e della storia del lavoro nel nostro Paese. «Ho ritenuto doveroso cogliere l’occasione di questa seduta del Consiglio regionale» ha dichiarato Verrecchia «per rendere omaggio alle vittime di Marcinelle e ricordare il sacrificio di tanti nostri connazionali che, lontano dalla propria terra, hanno affrontato condizioni di lavoro durissime nel tentativo di garantire un futuro migliore alle loro famiglie. La loro memoria continua a richiamarci ai valori della dignità del lavoro, della sicurezza e della solidarietà».
Domani il comune di Manoppello, città di provenienza dei 22 minatori, vittime del disastro minerario, terrà una solenne cerimonia. Contestualmente ricorrerà la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, istituita nel 2001, proprio per mantenere vivo il ricordo di quel drammatico incidente in cui persero la vita 262 minatori di diverse nazionalità, tra questi 136 lavoratori italiani, 60 dei quali erano abruzzesi e la maggior parte di loro provenivano dalla provincia di Pescara. La tragedia del Bois du Cazier è una storia che racconta di voci soffocate e di famiglie spezzate, quelle degli italiani emigrati in Belgio, ma è anche una storia che parla di sicurezza sul lavoro.
Ieri sera su La7, durante la trasmissione InOnda condotta da Luca Telese e Marianna Aprile, sono state trasmesse in anteprima alcune immagini tratte dal docufilm “Le voci di Marcinelle” del regista e compositore Davide Cavuti. In studio a commentarle, accanto ai due conduttori, c’erano lo scrittore Emanuele Trevi e il giornalista Giannantonio Stella.
E ancora, oggi e domani ci sarà una commemorazione a Cherleroi nel quale prenderà parte il Movimento Cristiano Lavoratori, per riaffermare un principio condiviso: fare della sicurezza sul lavoro un principio irrinunciabile, della dignità di ogni lavoratore il fondamento di una società davvero giusta e solidale e costruire una cultura della prevenzione, della responsabilità condivisa e della legalità. «Non esiste lavoro dignitoso se non è un lavoro sicuro. Ogni ambiente di lavoro deve mettere al centro la vita umana, perché nessuna esigenza produttiva, nessun profitto e nessuna emergenza economica possono giustificare il sacrificio della sicurezza», ha commentato Alfonso Luzzi, presidente generale del Movimento Cristiano Lavoratori che interverrà alla due giorni di celebrazione in Belgio.
Una rappresentanza di Manoppello, la città martire, con il numero maggiore di vittime della miniera del Bois du Cazier, è stata accolta, invece, ieri mattina al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Roma), dove è stato presentato nella sala Aldo Moro il documentario di Rai Documentario “Il fiore delle terre nere – Marcinelle 70 anni dopo” diretto da Salvatore Braga e girato nel comune abruzzese. La produzione è di Pandataria Film. La memoria di Manoppello diventa i volti di Gemma e Camilla Iezzi, che portano un fiore sulla tomba del padre Camillo Iezzi, morto a soli 26 anni nell’incendio. Non è soltanto il racconto della più grave tragedia dell’emigrazione italiana nelle miniere del Belgio. È soprattutto un viaggio dentro le vite di uomini e donne che hanno pagato a duro prezzo il sogno di costruire un futuro migliore. Un racconto costruito attraverso testimonianze inedite, fotografie, lettere, documenti d’archivio e ricordi familiari. L’apertura a Roma della presentazione è stata affidata a un videomessaggio del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. Sono intervenuti l’ambasciatore Riccardo Guariglia, segretario generale della Farnesina; monsignor Marco Malizia, consigliere ecclesiastico del ministro degli Esteri; il vicesindaco del Comune di Manoppello Giulia De Lellis, il direttore di Rai Documentari Luigi Del Plavignano, il regista e autore Salvatore Braca e il vicedirettore di Rai Documentari Piero Alessandro Corsini. A rappresentare la comunità di Manoppello erano presenti anche l’assessore Roberto Cavallo, il consigliere Roberto D’Emilio e Camilla e Gemma Iezzi. La memoria di Marcinelle ha anche il volto di Lucia Romasco, novantuno anni, ultima vedova della tragedia del Bois du Cazier. E poi le testimonianze di Ivo Iezzi, appena diciottenne all’epoca della tragedia, incaricato di fotografare il giorno dei funerali, Davide Castellucci, Francesca Del Rosso, Giovanni Pepe. A fare da filo conduttore tra l’Italia e il Belgio è Urbano Ciacci, novantenne, minatore dell’epoca, che accompagna lo spettatore attraverso la miniera, in un percorso fatto di ricordi, coscienza e responsabilità.
Il docufilm sarà proiettato in anteprima nazionale, questa sera alle 21 in piazza Marcinelle a Manoppello, alla presenza del regista Salvatore Braca.
La messa in onda è prevista per domenica su Rai1, nello Speciale del Tg1.

