Abruzzo

Mare rosso per le “microalghe”: «Solo casi sporadici, esclusi rischi»

18 Agosto 2026

Sono tre i fronti che gli esperti stanno monitorando lungo i 130 chilometri di costa abruzzese. I biologi marini dell’Arpa al lavoro per studiare il fenomeno, effettuati 114 campionamenti. Il direttore Dionisio: «La balneazione resta sicura, comunicheremo tempestivamente eventuali provvedimenti»

PESCARA. I biologi marini dell’Arpa Abruzzo (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) sono al lavoro per studiare il fenomeno della possibile mucillagine comparso al largo tra Pescara e Francavilla. Dalle primissime verifiche, però, sono da escludere pericoli per la salute dei bagnanti.

Tre, in tutto, i fronti che gli esperti stanno monitorando lungo i 130 chilometri di costa abruzzese, con 114 campionamenti effettuati in questi giorni per tenere sotto osservazione la qualità delle acque di balneazione: oltre alla segnalazione della mucillagine (mare colorato di “rosso” in alcuni punti), le maree colorate segnalate dalla Guardia costiera a Montesilvano e, soprattutto, l’Ostreopsis ovata, l’alga potenzialmente pericolosa per l’uomo che può proliferare nelle zone con ciottoli, rocce e scarso ricambio d’acqua, in particolare tra Ortona e Vasto. «Prima di parlare di un principio di mucillagine dobbiamo attendere un paio di giorni gli esiti delle analisi sui molluschi» avverte Maurizio Dionisio, direttore Arpa. A monte del fenomeno, ci sono microalghe appartenenti alla classe dei dinoflagellati, in particolare Gonyaulax fragilis. In condizioni di temperature elevate le cellule possono frammentarsi e i materiali cellulari aggregarsi, favorendo la formazione della caratteristica massa superficiale biancastra o color panna. Ma, al momento, nell’area segnalata non è stata osservata alcuna formazione di questo tipo. E soprattutto, precisano i biologi marini, la mucillagine non rappresenta un pericolo diretto per la salute dei bagnanti. Può invece avere conseguenze sull’ecosistema marino e sulle attività di pesca e allevamento. Diverso il caso della colorazione rossastra segnalata nei giorni scorsi dalla Guardia costiera lungo un tratto di litorale di Montesilvano. Il fenomeno era stato osservato a Ferragosto, ma quando gli esperti sono arrivati per effettuare il prelievo non era più presente. Mare mosso, correnti e rimescolamento dell’acqua possono infatti far scomparire rapidamente una fioritura. Le cosiddette “maree colorate” possono essere associate a fioriture microalgali riconducibili, tra le altre, a Fibrocapsa japonica o Noctiluca scintillans. Per identificarle occorre però un campione fresco da osservare immediatamente al microscopio.

Ma c’è un terzo fronte, che richiede particolare attenzione: Ostreopsis ovata, l’alga tossica monitorata dall’Arpa durante i mesi estivi. Il controllo interessa soprattutto i tratti rocciosi tra Ortona e Vasto, dove le condizioni di scarso ricambio dell’acqua e le alte temperature possono favorirne la proliferazione. A differenza della mucillagine, l’Ostreopsis ovata può rappresentare un problema per la salute umana in particolari condizioni. Quando la concentrazione dell’alga supera determinate soglie e il mare è mosso, l’azione delle onde sulle rocce potrebbe produrre un aerosol che, se inalato, può provocare disturbi respiratori e altri sintomi, soprattutto nelle persone più sensibili.

«È proprio per questo che il fenomeno viene monitorato costantemente con attenzione e, se necessario, vengono adottate misure di tutela», dice Dionisio. Il quadro viene completato dal monitoraggio ordinario della qualità delle acque di balneazione. La costa misura 130 chilometri, ma circa 10 chilometri, corrispondenti alle aree prossime alle foci di fiumi, torrenti, fossi e aree portuali, sono permanentemente esclusi dalla balneazione e quindi non rientrano nei controlli. I restanti 120 chilometri sono suddivisi in 114 aree, ciascuna con un punto di campionamento rappresentativo. «In due giorni effettuiamo tutti i campionamenti, uno per ogni tratto di costa», spiega il direttore dell’Arpa. «I campioni vengono sottoposti alle analisi previste per le acque di balneazione, con la ricerca e la conta di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, con risultati disponibili dopo le procedure analitiche previste entro le 24 ore».

A questi controlli si aggiunge il monitoraggio delle alghe tossiche, particolarmente importante in un’estate caratterizzata da temperature del mare con punte di 31 gradi. «La temperatura è uno degli elementi che può favorire la fioritura delle alghe», osserva Dionisio. «Per questo il nostro lavoro non si limita alle segnalazioni: il monitoraggio è costante».

La parola d’ordine, dunque, resta distinguere e verificare. Mucillagine, maree colorate e Ostreopsis ovata sono fenomeni differenti, con caratteristiche e rischi differenti. E per i bagnanti, al momento, non c’è nessun allarme: «La balneazione resta sicura nelle aree autorizzate. Se emergeranno situazioni che richiedono provvedimenti, saranno comunicate tempestivamente», conclude Dionisio.