Medicine introvabili? No, dal prossimo anno sono in 469 farmacie

Come cambia la distribuzione a partire dal 2017 per gli utenti che oggi sono costretti a servirsi solo delle strutture ospedaliere
PESCARA. Cambia dal 2017 il sistema di distribuzione di quei farmaci che oggi gli utenti trovavano solo nelle farmacie ospedaliere. Centrali diventeranno le 469 farmacie del territorio, che permetteranno alla Regione un risparmio, stimato, in 2 milioni di euro e agli utenti code e viaggi.
Sono i numeri principali dell'intesa, stipulata con Federfarma e Assofarm, per l'attivazione della Dpc, la distribuzione dei farmaci “in nome e per conto”.
Gli aspetti principali dell'accorso sono stati illustrati ieri mattina a Pescara dall'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci, dal direttore dell'Agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli e dal presidente di Federfarma Abruzzo Giancarlo Visini.
«La distribuzione diretta esclusiva presso le farmacie ospedaliere» spiega l'assessore Paolucci «non sempre è un vantaggio per le casse della Regione, visto che in alcuni casi non consente un monitoraggio puntuale e dettagliato dei farmaci dispensati e delle giacenze di magazzino».
«La distribuzione in nome e per conto, al contrario, permette di assegnare questi delicati compiti al farmacista territoriale e di risolvere contemporaneamente il problema dell’accesso al farmaco e del controllo sugli sprechi».
In Abruzzo, secondo i dati riferiti al 2015, sono attive 469 farmacie, di cui 190 urbane (il 41 per cento del totale) e 279 farmacie rurali (pari al 59 per cento).
«In considerazione della capillare diffusione sul territorio» continua Paolucci «le farmacie convenzionate ricoprono un ruolo fondamentale per assicurare la continuità assistenziale tra l’ospedale (Area intensiva) e territorio (Area della cronicità), ponendo il paziente al centro della strategia assistenziale».
Il servizio sarà attivo dal 2017 e verrà affiancato anche dal Farmacup. Con il Farmacup, tutti gli utenti a cui è stata prescritta dal medico di base una prestazione specialistica, potranno recarsi in una delle farmacie convenzionate non solo per prenotare la visita, ma anche per pagare il ticket, evitando spostamenti e lunghe file nei Cup ospedalieri o dei distretti sanitari di base. L'Abruzzo, fino a oggi, era l'unica Regione a non aver stipulato intese con le organizzazioni di categoria per questo tipo di servizi, previsti da una legge nazionale del 2001.
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