Papilloma virus, crescono i casi di infezione in giovani e donne
Questo killer silenzioso colpisce l’utero e il cavo orale e può causare lo sviluppo di tumori maligni Per l’otorinolaringoiatra Caporale la prima regola è la prevenzione, compresa la vaccinazione
PESCARA. Quando parliamo di Papilloma virus pensiamo immediatamente alla sua pericolosità per lo sviluppo dei tumori dell'utero. Ma questo killer silenzioso è causa anche di tumori maligni del cavo orale, che negli ultimi decenni sono in aumento, tanto che ogni anno in Italia se ne diagnosticano circa 12 mila nuovi casi.
Rispetto al passato però, si sta modificando la prima causa di questa forma neoplastica: fumo e alcol non sono più in cima alla lista dei fattori a maggior rischio oncogenetico per questa parte del corpo, sorpassati proprio dall’Human Papillomavirus (Hpv).
Secondo gli ultimi studi infatti, sarebbero proprio i ceppi più aggressivi del virus (Hpv 16 e 18), gli stessi che provocano i papillomi genitali e i tumori della cervice uterina, a determinare più frequentemente la comparsa di neoplasie del distretto oro-faringeo.
La promiscuità sessuale e la pratica di sesso oro-genitale favoriscono il dilagare dell’infezione, in considerazione del fatto che neanche l’uso del preservativo rappresenta una valida e sicura protezione contro il contagio.
Per conoscere meglio il problema e cercare di prevenirlo, abbiamo chiesto aiuto a Claudio Caporale, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria e di Chirurgia cervico-facciale dell’ospedale civile di Pescara.
Perché questa emergente causa di tumore è così allarmante?
«Il motivo è che l’infezione rimane silente e asintomatica per anni, e spesso le manifestazioni cliniche delle forme degenerate in tumori maligni si hanno in una fase già avanzata. L’infezione da Hpv infatti è in assoluto quella più frequentemente trasmessa per via sessuale, e l’assenza di sintomi ne favorisce la diffusione, poiché la maggior parte degli individui affetti non ne è a conoscenza».
Quante persone vengono colpite dal virus dell'Hpv?
«Fino al 70-80% dei soggetti sessualmente attivi si infetta nel corso della vita con un virus Hpv, e fino al 50% con un tipo oncogeno. La maggior parte di questi soggetti però riesce a debellare il processo infettivo in tempi brevi, senza avere alcuna conseguenza. Si stima che nell’80-90% dei casi, il sistema immunitario umano sconfigga naturalmente l’infezione entro due o tre anni».
Quali sono le condizioni più a rischio?
«Abitudini sessuali come un elevato numero di partner e l'età del primo rapporto, immunodepressione, infezione concomitante da Hiv, fumo, fattori nutrizionali come una carenza di antiossidanti, presenza di altre malattie sessualmente trasmesse e fattori legati al virus, come il sierotipo e la carica virale».
E quali le categorie più esposte?
«L’incremento dei casi riguarda soprattutto i soggetti giovani e le donne, senza più distinzione tra le diverse categorie sociali, riguardando sia gli eterosessuali che gli omosessuali. Non esistono più, come fino a qualche anno fa, categorie maggiormente a rischio e neanche più l’età è un fattore discriminante: il carcinoma del cavo orale può insorgere anche in pazienti giovani, in una fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni».
Quando allarmarsi?
«Una ferita che non guarisce entro pochi giorni, un’ulcera che sanguina, una lesione che dà dolore, devono essere sottoposte all’attenzione del medico curante e dello specialista otorinolaringoiatra: la lotta contro il cancro si vince con la diagnosi precoce».
E come prevenire?
«La prevenzione primaria basata sulla correzione dei fattori di rischio, e quella secondaria basata sulla diagnosi precoce sono gli elementi necessari per ridurre il tasso di mortalità di questo tipo di tumore, pari al 50% a cinque anni dalla diagnosi. L’eliminazione di alcol e fumo, un’accurata igiene orale, il consumo regolare di frutta e verdura e la vaccinazione contro l’infezione da Hpv sono le armi indispensabili per ridurre drasticamente il rischio di sviluppo di carcinoma del cavo orale. Visite di controllo periodiche e la tempestiva consulenza del medico all’insorgere dei primi sintomi, possono salvare la vita».
Il reparto diretto dal professor Caporale offre un servizio per la diagnosi precoce delle neoplasie del distretto testa-collo, con un ambulatorio Otorinolaringoiatria-oncologico aperto tutti i mercoledì mattina dalle 8.30 alle 13, per indirizzare i pazienti verso il corretto percorso diagnostico e terapeutico.
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