Pomilio: «La strategia dell’Eni è una grande pubblicità»

L’esperto di comunicazione: «Il ritorno d’immagine dell’azienda è enorme». E sulla corsa al pieno: «Colpa dell’incertezza e del suo contrario, la certezza dei costi»
PESCARA. «Pare che il price cap costi all’Eni circa 100 milioni di euro al mese. Ora, io non dico che valga questa cifra dal punto di vista aziendale, ma è stata indubbiamente una delle più grandi campagne pubblicitarie che si possa pensare di fare. Prime pagine dei giornali, servizi di ogni tipo in tutta Italia: avere una copertura così capillare costerebbe svariati milioni. E non avrebbe comunque la stessa capacità di convincimento di una campagna normale...». Non solo “responsabilità sociale”: secondo Franco Pomilio, guida dell’agenzia di comunicazione Pomilio Blumm, per capire tempi e modi del price cap bisogna guardare anche alle conseguenze che avrà sul comportamento futuro dei consumatori. In altre parole, bisogna guardare al marketing. «Eni è riuscita a fare una grande campagna pubblicitaria per il governo, in una fase critica dal punto di vista del consenso, e anche per se stessa. Non è solo l’azienda che per prima ha messo il price cap, è l’azienda leader del settore, la più grande e la più “responsabile”», spiega l’esperto pescarese della pubblicità.
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