poste italiane, interrogazione Pd contro la chiusura di 19 uffici in Abruzzo

12 Febbraio 2015

Un'interrogazione parlamentare al ministero dello Sviluppo Economico, una lettera a Tiziana Morandi, responsabile dell'Area Centro di Poste Italiane, per chiedere le ragioni di un piano di riordino...

Un'interrogazione parlamentare al ministero dello Sviluppo Economico, una lettera a Tiziana Morandi, responsabile dell'Area Centro di Poste Italiane, per chiedere le ragioni di un piano di riordino «così pesante» e per scongiura-

re la chiusura degli uffici postali in Abruzzo e l'interruzione dei servizi in vaste aree della regione. Sono le iniziative della senatrice Pd Pezzopane, a seguito dell'annunciata chiusura di 19 sportelli in Abruzzo.

«L'Aquila è una delle province più penalizzate con la chiusura di 6 sportelli sui 19 previsti, ma l'intero Abruzzo subirà dei gravi svantaggi», dice la Pezzopane. «La maggior parte degli uffici interessati dal piano di riordini riguarda aree di montagna, zone interne che se venissero private di uno dei servizi essenziali, sarebbero penalizzate ulteriormente». Anche la deputata Pd Vittoria D'Incecco (nella foto) è tra i 67 deputati del Pd firmatari dell'interrogazione. «Poste Italiane Spa» si legge nel testo «riceve significativi contributi da parte dello Stato per consentire agli uffici postali periferici di garantire l'erogazione dei servizi postali essenziali. Eppure il piano di riorganizzazione previsto dall'azienda prevedrebbe, a livello nazionale, la chiusura di 455 Uffici Postali e la riduzione degli orari di apertura in 608 uffici. Poste Italiane - si sottolinea nell'interrogazione - non può perseguire logiche di guadagno a scapito delle esigenze della collettività, sacrificando uffici che ritiene “improduttivi” o “diseconomici”, senza considerare che rappresentano un punto di riferimento per i cittadini dei piccoli comuni».

Disappunto per le chiusure è stato espresso dal consigliere regionale Pd Luciano Monticelli secondo il quale bisogna «aprire una vertenza unica a livello regionale per contrastare la decisione di Poste italiane attraverso il coinvolgimento di tutti i Sindaci».