Price cap: in Abruzzo parte l’assalto al pieno, il caso della benzina finita

29 Settembre 2026

Code dalla prima mattina nelle stazioni di servizio gestite dal “cane a sei zampe”. Il racconto dei gestori dei distributori: «I primi ad arrivare ci hanno chiesto se era tutto vero»

ROMA. Alle 7 di mattina gli automobilisti sono già sull’attenti. Scatta l’assalto alla pompa. È il giorno del tanto atteso price cap. Che non l’abbia messo il governo ma sia una gentile concessione di Eni, poco importa. Dopo settimane in cui il carburante è stato costantemente sopra i 2 euro al litro (con picchi di 2,50 per il gasolio), alle stazioni di servizio del cane a sei zampe la benzina scende sotto la soglia psicologica dei 2 euro (1,99) mentre per il diesel il prezzo è fissato a 2,19. Ma, appunto, per tornare a respirare bisogna andare a una stazione Eni. Sarà un viavai continuo, con lunghe code in tutta la regione, da Pescara all’Aquila. In qualche caso, con il carburante andato esaurito in poche ore. «Quando sono arrivato ad aprire la stazione di servizio e aggiornare i prezzi, c’erano già delle macchine fuori ad aspettare», racconta un benzinaio di una stazione di servizio Eni molto gettonata a Pescara, tra via Marconi e via Pindaro.

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