Punti nascita chiusi Pochi i neonati trasferiti in emergenza

I primi dati dopo lo stop alle Maternità: a Pescara solo 2 casi a Chieti 22. La patologia più diffusa? Problemi respiratori
PESCARA. L’Abruzzo “maglia nera” , insieme ad altre quattro regioni, per quanto riguarda il servizio di trasporto di emergenza neonatale? Una ricerca della Sin, Società italiana di neonatologia, ha divulgato nei giorni scorsi i dati di un’indagine che colloca a fondo classifica la nostra regione. Ma i dati si riferiscono al 2014, mentre l’Abruzzo, già da alcuni mesi, è uscita dall’impasse.
Con decreto del commissario ad acta (il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso), il numero 58 dell’11 giugno 2015, è stato approvato il protocollo operativo trasporto perinatale in emergenza (Stam, il servizio trasporto assistito materno, e Sten, il servizio trasporto emergenza neonatale) elaborato dall’Agenzia sanitaria regionale, diretta da Alfonso Mascitelli, e da un gruppo regionale composto da neonatologi, ostetrici e responsabili apicali dell’emergenza.
Il protocollo prevede il modello organizzativo, le modalità di trasporto e i requisiti delle attrezzature e dei presidi diagnostico-assistenziali per lo Sten, oltre alla formazione degli operatori, al monitoraggio costante della rete perinatale e in ultimo degli indicatori di processo.
A poco più di sette mesi dal decreto di istituzione dello Sten, sono arrivati anche i primi dati relativi al trasporto di emergenza neonatale, per il quale è stato adottato un coordinamento funzionale regionale, coordinato dal del 118, che prevede lo smistamento delle richieste di trasporto, la valutazione delle priorità in relazione alla gravità e il collegamento continuo tra la centrale operativa 118, le Tin (la Terapia intensiva neonatale) e i Punti nascita, in modo da ottenere in tempo reale informazioni sulla disponibilità dei posti letto regionali, costantemente aggiornata con un database unificato.
I numeri, che tra l’altro giustificano, per la loro parziale esiguità, le recenti chiusure dei Punti nascita, dicono che la Tin di Pescara dal 1 novembre ha attivato due trasporti per patologie congenite, mentre la Tin di Chieti dal settembre al 31 dicembre 2015 ha fatto fronte a 22 casi, di cui 4 per trasferimenti fuori regione. La Tin dell'Aquila, invece, nell’ultimo trimestre ha accolto il trasferimento di 4 neonati e sta nel contempo portando a pieno regime il servizio attraverso il rafforzamento del personale medico, con 2 neonatologi in più, e infermieristico, con 6 infermieri in aggiunta.
Sempre dai dati raccolti nei primi mesi di attività, in Abruzzo si è riscontrato che le patologie più frequenti sono rappresentate da un numero limitato di neonati pretermine, tra 24 e 34 settimane di gestazione. Il resto dei trasferimenti neonatali in emergenza ha riguardato neonati a termine con problemi respiratori (90%), complicanze parto (3-4%) e sepsi (3-4%). Infine, la Regione, ha stanziato 3 milioni di euro per l’acquisto di ambulanze per il trasporto materno e di 4 ambulanze Sten, una per ogni ospedale capoluogo di provincia. E in attesa del completamento delle procedure d’acquisto, le Asl stanno procedendo con ambulanze rispondenti ai requisiti e dotate dell’incubatrice da trasporto e degli altri standard di sicurezza.
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