«Qui è già Arrostiland». Da Torino di Sangro partono i sopralluoghi

5 Ottobre 2026

In mille ad accogliere le “greggi” che sceglieranno il Comune ospitante.

L’annuncio l’8 dicembre: in corsa anche Trasacco, Capistrello e Cupello

TORINO DI SANGRO

Arrostiland deve ancora scegliere casa, ma a Torino di Sangro ha già trovato fornacelle accese e un paese in festa. «Per me i sopralluoghi sono i veri Arrostiland: mi godo le persone e i luoghi, senza ansie organizzative, come nei primi anni», racconta l’ideatore Fausto Di Nella. Sabato è cominciato qui il viaggio nei quattro Comuni finalisti per ospitare a Pasquetta, il prossimo 29 marzo, l’undicesima edizione di uno degli appuntamenti più attesi in Abruzzo. Seguiranno Trasacco il 10 ottobre, Capistrello l’11 e Cupello il 17. Il verdetto arriverà l’8 dicembre da Fallo, «capitale» di Arrostiland».

Le visite servono a verificare spazi, fattibilità logistica e capacità di accoglienza. «Si parte da zero a zero, nessuno si porta dietro bonus o titoli», chiarisce Di Nella riferendosi alla precedente votazione che ha portato i quattro paesi al confronto finale che vede contrapposti Marsica e basso Chietino: territori che non hanno mai ospitato Arrostiland. Dopo il sondaggio e il videocontest, quindi, è cominciata ora un’altra partita.

A Torino di Sangro sono arrivati circa settanta ospiti, con quindici «greggi» storiche e lo staff al completo. Ad accoglierli, il teatro “Franco Del Re”, in piazza Donato Iezzi. Poi il paese si è messo in movimento dietro un trenino aperto da un trattore con un carretto pieno di bimbi, guidato da Costantino Polidoro. Il percorso fino alla chiesa di San Felice è stato un susseguirsi di aperitivi, teatro e poesie, prima del ritorno in piazza tra aarrosticini, giochi e una torta dedicata alla manifestazione. Dalle dieci a mezzanotte folklore e musica: canti popolari, fisarmoniche, jazz, dj set. Quasi mille persone in paese, secondo gli organizzatori. Striscioni e decori all’uncinetto realizzati da signore e bambini hanno accompagnato la giornata, costruita dall’amministrazione con associazioni e attività locali. In prima fila il gregge “Pastore Mare&Magne”, con i «capigregge» Katia Maddestra e Walter Primavera.

Gli spazi proposti per ospirare Arrostiland abbracciano il centro abitato: da via Croce di Mare a via Sant’Arcangelo, passando per corso Lauretano e piazza Martiri della Libertà, affacciata tra mare e montagna. Una piazza che sabato, vista dall’alto con il drone di Roberto Furlone, brillava come un diamante incastonato dentro Torino di Sangro.

«Grazie a chi ha collaborato e partecipato», dice Claudio Schipsi, consigliere delegato ad Ambiente e Turismo. «È stato un modo per riaggregare persone, ricreare senso di comunità e divertimento». Un entusiasmo cresciuto tappa dopo tappa: per andare a votare a Fallo, ricorda, «dovevamo essere una macchina sola e siamo andati con un autobus. Poi “Centrissimo” a Torre de’ Passeri e il video di Alfredo De Grandis con don Nikola Vucic premiato come miglior attore non protagonista. Un crescendo di sorprese». E anche il parroco ha condiviso la festa.

«Non sono io che accolgo Arrostiland, ma la comunità tutta che vuole l’evento a Torino di Sangro», sottolinea il sindaco Nino Di Fonso. «Mi è sembrato di sognare a occhi aperti nel vedere tutte quelle persone, dai bambini agli anziani. Vogliamo vincere, ma se così non sarà, applaudiremo i vincitori andando da loro».

Di Nella promuove l’accoglienza di Torino di Sangro: «Si è visto che la comunità vuole ospitare Arrostiland. Saranno fatte valutazioni logistiche, ma sull’entusiasmo ci siamo». Ogni visita avrà una recensione con pro e contro, seguita da una valutazione finale. Poi un confronto riservato con i sindaci per capire se le criticità emerse siano risolvibili: da lì nascerà la scelta.

I sopralluoghi sono dei «mini Arrostiland, senza stress da massa», dice: occasioni in cui ritrovare quell’atmosfera intima che nell’evento di Pasquetta viene «amplificata per mille».

Intanto prende forma anche il tema: «Vorremmo dare una connotazione calcistica legata al numero undici, come quello dell’edizione 2027», anticipa Di Nella. Un ritorno alle origini, alla pagina satirica calcistica “Abruzzo di Morris”, da cui tutto è nato.