Referendum, il No vince e Renzi si dimette: "Il mio governo finisce qui"

4 Dicembre 2016

Lo spoglio in Italia e in Abruzzo boccia la riforma costituzionale e costringe il premier alla dimissioni. In Abruzzo affluenza al 68%, il No trionfa con il 64,39% (a Brittoli il record con il 77,71%). M5s: "Prepariamo il nostro governo". Salvini: "Elezioni subito"

PESCARA. Una vittoria del No, senza se e senza ma. Il referendum costituzionale si trasforma in una debacle per il governo di Matteo Renzi che decide di dimettersi da presidente del consiglio. Il No sfiora la soglia del 60%. Numeri che non lasciano spazio al premier: «Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta», sono le parole del presidente del Consiglio. «Io ho perso e lo dico a voce alta anche se col nodo in gola. Nella politica italiana non perde mai nessuno, ma io lo ammetto e non faccio finta di nulla: l'esperienza del mio governo finisce qui». Una vittoria su tutti i fronti per gli oppositori della riforma costituzionale che rischia di diventare un trionfo anche perché è record l'affluenza che si attesta intorno al 68%. Dato simile in Abruzzo dove l'affluenza è del 68.73% mentre il No trionfa nello spoglio: dai dati ufficiali il Sì supera di poco il 35%.

Il No trionfa in Italia e in Abruzzo. La sconfitta di Renzi è netta. Il dato nazionale non lascia dubbi: il No vince con il 59,1% (dato definitivo). Un risultato confermato in gran parte delle Regioni compreso l'Abruzzo. Nella nostra regione il No ha raggiunto il 64.39%. Anche nelle diverse province il dato è simile: all'Aquila si sono opposti alla riforma il 64.95%, a Pescara il 64.80%, a Chieti il 64.40% e a Teramo il 63,42%. Nessuna sorpresa anche nei capoluoghi nelle principali città. Il no vince all'Aquila (64.46%), a Pescara (63.02%), a Chieti (67.58%), a Teramo (63,91%), ad Avezzano (69.33%), a Sulmona (64.46%%), a Lanciano (65.90%), a Francavilla (63.93%), a Vasto (62.77%), a Montesilvano (67.97%), e a Giulianova (62.24%). Clicca qui per leggere tutti i risultati Comune per Comune.

Brittoli e Roio del Sangro, i due opposti. A Brittoli, paesino montano della provincia di Pescara, il No alla riforma ha conquistato il 77,71%, una delle percentuali più alte registrate non solo in Abruzzo. All'opposto abbiamo Roio del Sangro, in provincia di Chieti, dove il Sì ha registrato il 70,09% di preferenze.

La soddisfazione dei sostenitori del No. «Una legge elettorale esiste già e noi chiediamo di andare al voto il prima possibile. Facciamo i migliori auguri al presidente della Repubblica per il ruolo che è chiamato a svolgere nei prossimi giorni e che speriamo svolga nella maggiore serenità. Noi metteremo in atto tutti i passaggi che servono responsabilmente per arrivare alle elezioni il prima possibile». Lo ha detto il deputato M5S e vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, in conferenza stampa a Montecitorio. La vittoria del No è stata una vittoria esclusiva del Movimento 5 Stelle? «Questa è una vittoria dei cittadini italiani, nessuno si deve intestare niente. È stata sicuramente una vittoria di Davide contro Golia. Questo», ha concluso, «è il momento di riunire il Paese». «Andiamo a letto con le sue dichiarazioni, non so se varranno per 4 o 5 ore, che non sarà più presidente del Consiglio. Pensiamo di essere un’alternativa seria di governo, Renzi lascia un paese più povero di quello che ha trovato, più diviso, più indebitato. Vedremo di ricostruire sulle macerie che il signore con i suoi amichetti ha fatto. Il dopo Renzi è un’emergenza nazionale». Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, dopo il discorso di commiato di Renzi. «Vogliamo andare a elezioni, siamo pronti», ma «non sono accettati giochini e giochetti con chi vorrà allearsi con la Lega», ha aggiunto. «Chi vuole potrà estendere il buongoverno lombardo-veneto della Lega a tutta Italia - ha proseguito Salvini -. Con questo voto mandiamo un "ciaone" a banchieri, finanzieri, confindustriali, servi, servetti e giornalisti ventriloqui». Massimo D’Alema, tra i sostenitori del No al referendum, non nasconde la soddisfazione per la sconfitta del Sì. E incontrando i giornalisti commenta positivamente la grande partecipazione dei cittadini. Poi arriva uno dei elader della minoranza interna al Pd, Roberto Speranza, accolto dagli applausi, e D’Alema lo abbraccia. Tocca a Speranza commentare l’annuncio delle dimissioni da parte di Renzi: «Nessuno di noi ha mai chiesto le dimissioni di Renzi. Lui, sbagliando, lo ha trasformato in un plebiscito su se stesso, oggi continuiamo a dire che per noi non c’è il tema delle dimissioni, ma Renzi le ha date e ne prendiamo atto, abbiamo la massima fiducia in Mattarella». «La nostra funzione dovrà essere di sostenere lo sforzo del Presidente della Repubblica e garantire la governabilità. C’è da completare la legge di Bilancio e dare una nuova legge elettorale al nostro paese».

La rivincita degli Exit poll. Il netto vantaggio del No è emerso fin dai primi exit poll che sono risultati coerenti con quello che poi è stato il voto alle urne. Rai 1 ha diffuso quattro sondaggi realizzati da Ipr Marketing-Istituto Piepoli. Il primo, alla chiusura dei seggi, vedeva il No tra il 54 e il 58 per cento. Il secondo, diffuso alle 23.18, vede il vantaggio allargarsi ulteriormente con una forbice tra il 56 e il 60%.  Anche il terzo sondaggio diffuso dalla prima rete alle 23.29 vede il No in ascesa con una forbice tra il 57 e il 61%. Un trend confermato anche dal quarto exit con il No tra il 59.1%. Rilevazioni vicine a quelle diffuse da La 7 e realizzate da Emg con il No in una forbice tra il 55 e il 59%.

Affluenza record in Abruzzo. L'Abruzzo non si è discostato dall'andamento nazionale. L'affluenza alle urne è stata costante in tutta la giornata e alle 23 ha sfiorato il 69%. Alle 12 avevano votato il 18.31% degli aventi diritto mentre nel resto d'Italia era del 20.14%. In testa nella classifica regionale la provincia di Chieti col 18.8%, poi Pescara col 18.52%, Teramo 18.25% e L'Aquila con il 17.50%. Situazione simile alle 19 quando il dato regionale si è ulterirmente avvicinato a quello nazionale: 57.10% contro il 57.24% in tutta Italia. Anche alle 19 la provincia in testa per quel che riguarda l'affluenza è stata Teramo col 57.51% seguita da Chieti (57.10%), L'Aquila (57.08%) e Pescara (56.74%). Alle 23 il dato definitivo conferma la grande partecipazione degli abruzzesi al referendum: 68.73%. La provincia in cui si è votato di più e quella di Pescara (69.04%), poi Chieti (68.78%), Teramo (68.76%) e L'Aquila (68.29%). Il dato nazionale sull'affluenza è stato a lungo non definitivo anche a causa di due Comuni abruzzesi: per ore si è atteso il dato di Teramo e uno degli ultimi Comuni italiani ad aver comunicato il dato è stato Montelapiano.