«Sanità, chiarezza sul riordino della rete ospedaliera privata»

PESCARA. Dal primo gennaio il decreto ministeriale 70 firmato dal ministro Lorenzin prevede la non accreditabilità e la non sottoscrivibilità degli accordi contrattuali annuali delle prestazioni per...
PESCARA. Dal primo gennaio il decreto ministeriale 70 firmato dal ministro Lorenzin prevede la non accreditabilità e la non sottoscrivibilità degli accordi contrattuali annuali delle prestazioni per le strutture private non aventi almeno 60 posti letto per acuti. Lo scrive l’Intrersindacale sanitaria, una confederazione di diverse sigle sindacali della sanità. Secondo il presidente del sindacato il decreto «sta determinando in Abruzzo, in particolare nell’area metropolitana di Chieti-Pescara, lo spostamento di posti letto per acuti chirurgici e medici dalla citta di Chieti (Villa Pini e Spatocco) alla città di Pescara (Pierangeli) in cambio di posti letto per riabilitazione ospedaliera e per riabilitazione ex art. 26 che da Pescara sarebbero spostati a Chieti». Tutto questo avviene «senza che l’opinione pubblica e gli operatori sanitari coinvolti sappiano dell’esistenza di provvedimenti da parte della struttura commissariale che abbiano autorizzato tali spostamenti ai proprietari delle strutture sanitarie private coinvolte, che con il loro operato stanno scardinando in silenzio il Piano Sanitario Regionale vigente. Un fatto allarmante che», secondo l’intersindacale, «che richiama alla mente la libertà di iniziative che nel decennio 2000-2010 ha arrecato tanti danni alla sanità abruzzese e che invece dovrebbe essere fugato attivando un confronto alla luce del sole che definisca le modalità di inserimento e di partecipazione delle Case di Cura private accreditate, costrette dal decreto ministeriale ad aggregarsi, e anche delle due facoltà o scuole di Medicina e Chirurgia al riordino obbligato della rete ospedaliera abruzzese che, per noi dell’Intersindacale Sanitaria Abruzzese». Tre le proposte avanza dal sindacato: 1) la dotazione dei posti letto accreditati (3,7 per mille abitanti di cui il 3 per mille per acuti, lo 0,2 per mille per lungodegenza e lo 0,5 per mille per riabilitazione ospedaliera) nella nostra Regione dovrà essere rispettosa della distribuzione della popolazione, provincia per provincia, senza penalizzazioni per le zone interne caratterizzate da una particolare condizione orografica; 2) le eventuali riduzioni di posti letto per disciplina dovranno essere adottate in proporzione sia nella rete ospedaliera pubblica che in quella privata accreditata rispettando il rapporto popolazione provinciale per posti letto acuti; 3) la rete ospedaliera del privato accreditato, fermo restando i reparti di eccellenza esistenti nel pubblico, dovrà essere utilizzata per offrire prestazioni complementari e di supporto alla rete ospedaliera pubblica evitando la duplicazione di discipline mediche e chirurgiche».

